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Governo: Conte dice no a Renzi e cerca volenterosi, conta da brividi a Senato/Adnkronos

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Roma, 18 gen. (Adnkronos) – E’ una vigilia ad alta tensione quella che si consuma alla Camera, col premier Giuseppe Conte e il suo appello ai ‘volenterosi’, i numeri che ancora ballano e la maggioranza relativa che ormai è una certezza. Il presidente del Consiglio è a Montecitorio -dove incasserà 321 sì- ma la sua testa è nella sfida che lo attende domani al Senato, con Matteo Renzi sugli scranni e i 18 deputati di Iv che si asterranno, salvo sorprese da brivido.

La testa, appunto, è a Palazzo Madama, tanto che lasciando l’Aula di Montecitorio durante la pausa sanificazione Conte chiede al suo segretario particolare, Andrea Benvenuti, “a quanto stiamo?”. La risposta, laconica, è sempre la stessa, perché la trattiva è in stallo e i numeri fermi: “155-156”, replica il giovanissimo collaboratore del presidente, un occhio vigile sul pallottoliere del Senato. Nel suo intervento, circa 50 minuti tra applausi della maggioranza e proteste con tanto di cartelli dell’opposizione, Conte non nomina mai Renzi, ma di fatto conferma di averlo messo alla porta.

Porta chiusa a doppia mandata per il presidente, semmai qualcuno, tra gli alleati, nutrisse dubbi. “Non si può cancellare quel che è accaduto – dice, nascondendo a fatica la rabbia per le settimane di travaglio alle spalle – il venire a mancare di quella fiducia reciproca che è condizione imprescindibile per andare avanti. Si volta pagina”. Parla al Paese Conte, per una crisi che, per primo, giudica “incomprensibile”. Dà il benservito ai renziani, rivolge il suo appello, quasi sfacciato, ai volenterosi, con l’ennesimo trucco semantico che li ha visti responsabili prima, costruttori poi, ora al servizio del Paese se ne avranno volontà.

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