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Antartide, l'aumento di ghiaccio del 2021-2023

L’Antartide è “cresciuta”? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)

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Autore: Redazione Ecoseven – Pubblicato il 22/06/2026

Antartide, l'aumento di ghiaccio del 2021-2023

L’Antartide tra il 2021 e il 2023 ha guadagnato massa, circa 108 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno: un dato reale, misurato dai satelliti NASA. Online molti l’hanno trasformato nella “prova” che il riscaldamento globale sarebbe una bufala. Ma è una lettura sbagliata: gli stessi autori dello studio spiegano che si tratta di un’anomalia temporanea, causata da nevicate eccezionali, che non compensa vent’anni di perdite e non inverte alcuna tendenza. Ecco cosa dice davvero la ricerca, separando i fatti dalla disinformazione.

Il dato vero: cosa ha rilevato lo studio

Partiamo dal fatto, perché è autentico. Uno studio dell’Università Tongji di Shanghai, guidato dal dottor Wei Wang e dal professor Yunzhong Shen e pubblicato sulla rivista Science China Earth Sciences, ha analizzato oltre vent’anni di dati dei satelliti GRACE e GRACE Follow-On della NASA, che misurano le variazioni di massa del ghiaccio rilevando minime differenze nel campo gravitazionale terrestre.

Il risultato: tra il 2021 e il 2023 la calotta antartica ha registrato un guadagno medio di circa 108 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno. Le regioni con i maggiori guadagni sono state Wilkes Land e Queen Mary Land, nell’Antartide orientale. È la prima inversione di questo tipo dopo decenni di perdite. Fin qui, la notizia è corretta.

Come è stata distorta online

Il problema nasce da come questo dato è stato usato. Su molti siti e social la notizia è diventata la presunta prova che il riscaldamento globale sarebbe finito, o addirittura una “bufala”. Alcune fonti hanno titolato che con questi dati il riscaldamento globale sarebbe “ufficialmente morto”.

È una distorsione che ignora tre fatti contenuti nello stesso studio. Vale la pena smontarla punto per punto, perché è un caso da manuale di dato reale usato per trarre una conclusione falsa.

Perché non è la fine del riscaldamento globale

1. È un’anomalia temporanea, non un’inversione di tendenza

Gli stessi ricercatori sono espliciti: si tratta di un fenomeno passeggero. Gli scienziati ritengono che l’aumento del ghiaccio sarà temporaneo. Per inquadrarlo serve il contesto di lungo periodo: dal 2002 al 2020 l’Antartide ha perso ghiaccio in modo continuo, in media 81 miliardi di tonnellate l’anno nel primo decennio, salite a 157 miliardi nel periodo successivo. Tre anni di crescita non ribaltano vent’anni di perdite accelerate.

2. Paradossalmente, la causa è proprio il clima che cambia

Questo è il punto più controintuitivo e più importante. L’aumento di massa non è dovuto al freddo, ma a nevicate eccezionali. E quelle nevicate sono favorite dal riscaldamento stesso: con un clima più caldo aumenta l’evaporazione e l’atmosfera trattiene più vapore acqueo, circa il 7% in più per ogni grado. Questo rende gli eventi meteo più intensi, comprese le forti nevicate dove le temperature restano molto basse. Come spiegano gli esperti, questo effetto locale e temporaneo non compensa le crescenti perdite di ghiaccio osservate in altre parti dell’Antartide e del pianeta. In altre parole: la “crescita” è un sintomo del riscaldamento, non una sua smentita.

3. Non compensa le perdite e il ghiaccio continua a fluire verso il mare

Il guadagno recente è una frazione di ciò che è andato perduto: quel recupero compensa solo una parte delle perdite accumulate. E sotto la superficie la dinamica di fondo non si è fermata. Come osserva la climatologa Ruth Mottram, l’Antartide è in un equilibrio delicato: l’aumento delle nevicate ha portato il bilancio di massa in positivo, ma anche il flusso di ghiaccio verso l’oceano sta accelerando. I grandi ghiacciai dell’Antartide occidentale, come Thwaites e Pine Island, continuano il loro scivolamento verso il mare.

Cosa significa concretamente

Da questa vicenda derivano alcune indicazioni utili per il lettore, al di là del singolo dato.

La prima è un esercizio di lettura critica delle notizie scientifiche. Un dato vero (la crescita 2021-2023) può essere usato per sostenere una conclusione falsa (la fine del riscaldamento) semplicemente togliendolo dal contesto. È il meccanismo tipico della disinformazione climatica: non inventa numeri, ma li isola.

La seconda riguarda la differenza tra clima e meteo. Un’anomalia di tre anni è un episodio; il clima si misura su decenni. Confondere i due piani è l’errore che rende credibili le bufale.

La terza è una buona notizia, quella reale: la scienza dispone oggi di strumenti, come i satelliti GRACE, capaci di “pesare” un intero continente di ghiaccio dallo spazio e di cogliere variazioni di pochi miliardi di tonnellate. È questa capacità di misura, trasparente e verificabile, a permetterci di distinguere un’anomalia passeggera da una vera inversione di rotta.

FAQ – Domande frequenti

È vero che l’Antartide è cresciuta tra il 2021 e il 2023?

Sì, è un dato reale. Secondo uno studio dell’Università Tongji pubblicato su Science China Earth Sciences, basato sui satelliti NASA GRACE, la calotta antartica ha guadagnato circa 108 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno in quel triennio, dopo decenni di perdite.

Questo significa che il riscaldamento globale si è fermato?

No. Gli stessi autori dello studio chiariscono che è un’anomalia temporanea, causata da nevicate eccezionali, che non compensa le perdite di vent’anni e non inverte la tendenza di lungo periodo. Usare questo dato per negare il riscaldamento è una distorsione.

Perché è nevicato così tanto se il clima si sta riscaldando?

Proprio perché si sta riscaldando. Un’atmosfera più calda trattiene più umidità (circa il 7% in più per grado) e questo intensifica le precipitazioni, comprese le nevicate dove fa ancora molto freddo, come nell’Antartide orientale. La crescita del ghiaccio è quindi un effetto del clima che cambia.

L’Antartide sta ancora perdendo ghiaccio nel complesso?

Sì, nel lungo periodo. Il guadagno 2021-2023 compensa solo una parte delle perdite accumulate dal 2002, e i grandi ghiacciai dell’Antartide occidentale, come Thwaites e Pine Island, continuano ad accelerare verso il mare.

Come si misura la massa di ghiaccio dell’Antartide?

Tramite i satelliti GRACE e GRACE Follow-On della NASA, che rilevano minime variazioni del campo gravitazionale terrestre per “pesare” la calotta glaciale dallo spazio, con oltre vent’anni di dati continui.

In breve

Tra il 2021 e il 2023 la calotta antartica ha effettivamente guadagnato circa 108 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno: un dato reale, misurato dai satelliti NASA e pubblicato su Science China Earth Sciences. Online è stato trasformato nella presunta prova che il riscaldamento globale sarebbe una bufala, ma è una lettura falsa. Gli stessi ricercatori spiegano che è un’anomalia temporanea dovuta a nevicate eccezionali, a loro volta favorite dal clima più caldo, che non compensa vent’anni di perdite accelerate e non ferma il flusso dei ghiacciai verso il mare. È un caso esemplare di come un dato autentico possa essere distorto isolandolo dal contesto. La vera buona notizia è la capacità della scienza di misurare tutto questo con precisione, e di smontare le bufale con i fatti.


Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Fonti principali: studio di Wang, Shen et al., Science China Earth Sciences (2025), basato sui dati dei satelliti NASA GRACE e GRACE Follow-On; dichiarazioni della climatologa Ruth Mottram (DMI); dati IMBIE (Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise) e Focus.it per la serie storica del bilancio di massa antartico. I valori sul guadagno annuo (108 miliardi di tonnellate) si riferiscono allo studio originale; alcune rielaborazioni giornalistiche riportano cifre lievemente diverse.

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