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Chi sono i maggiori produttori di plastica al mondo?

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La metà dei rifiuti di plastica monouso al mondo è prodotta da sole 20 aziende

A quanto pare, circa il 50% di tutti i rifiuti di plastica monouso presenti nel mondo proviene da appena 20 aziende.

A dirlo è uno studio, il Plastic Waste Makers, che è stato condotto da un consorzio di istituzioni – tra cui la London School of Economics, il gruppo di ricercatori Wood Mackenzie e lo Stockholm Environment Institute – ed è stato guidato dalla Minderoo Foundation.

Tra le aziende petrolchimiche che contribuiscono con la maggior parte dei rifiuti di plastica monouso ci sono: ExxonMobil, Dow, Sinopec, Indorama Ventures, Saudi Aramco, PetroChina, LyondellBasell, Reliance Industries, Braskem, Alpek SA de CV, Borealis, Lotte Chemical, INEOS, Total ed altre.

Lo studio, oltre ad esaminare 1.000 aziende che producono le materie prime necessarie per la plastica monouso, ha anche esaminato quali paesi generano il maggior numero di rifiuti di plastica monouso per persona, trovando l’Australia al primo posto e gli Stati Uniti al secondo.

L’Italia è al decimo posto, subito prima della Germania.

A differenza della ricerca precedente, questo studio ha tracciato la catena di approvvigionamento della plastica e ha considerato anche i produttori di ingredienti di base per la produzione di plastica. I polimeri utilizzati nella fabbricazione delle materie plastiche sono prodotti attraverso la lavorazione dei combustibili fossili, che contribuisce all’inquinamento atmosferico.

Secondo quanto riportato dalla BBC, il professor Sam Fankhauser, uno degli autori dello studio, specialista in economia dei cambiamenti climatici presso l’Università di Oxford e la London School of Economics, afferma che i rifiuti di plastica sono solo uno degli effetti dell’eccessiva dipendenza da petrolio e gas.

“La nostra dipendenza da petrolio e gas non solo alimenta il cambiamento climatico, ma come materiale primario utilizzato nella produzione di plastica usa e getta sta anche devastando i nostri oceani”, ha detto.

“È di fondamentale importanza che le società petrolchimiche si muovano verso alternative basate sull’economia circolare se vogliamo affrontare con successo queste crisi interconnesse”.

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