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E-Cig e riduzione danni, Uk laboratorio nuove politiche

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Roma, 20 mag. (Adnkronos Salute) – Il Regno Unito è diventato nell’ultimo decennio, con una grande accelerazione con la Brexit, un punto di riferimento – o meglio quasi un laboratorio – nell’utilizzare i nuovi dispositivi come le sigarette elettroniche o i prodotti a tabacco riscaldato come strumenti per smettere di fumare. Il punto su cosa bolle nella ‘pentola’ del Governo inglese su questa materia è stato fatto da Ann McNeil, docente di Dipendenza da tabacco all’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience del King’s College London, all’interno di un simposio nell’ambito del ‘The E-Cigarette Summit Usa’.

“Gli ultimi sviluppi del ‘vaping’, o fumo elettronico, dall’Inghilterra – ha spiegato McNeil – puntano a ridurre il consumo del tabacco e delle sigarette”. L’esperta ha illustrato cosa sta accadendo su questo fronte a livello globale e come invece il Regno Unito pensa di agire attraverso una sua visione.

“L’Us Healthy People 2030 – ha proseguito McNeil citando gli Usa – punta a ridurre l’uso attuale del tabacco negli adulti; in Europa si punta all’Eu Beating Cancer Plan arrivando al 5% della popolazione ‘tobacco free’ nel 2040. In Nuova Zelanda ambiscono a ridurre allo 5% la popolazione dei fumatori nel 2025. In Inghilterra invece si punta alla libertà dal fumo o ‘smoke free’ nel 2030 – ha evidenziato – ovvero si vuole lanciare un ultimatum alla industria per rendere obsoleto il fumo tradizionale nel 2030, con la prospettiva di far passare chi usa le sigarette tradizionali a dispositivi che riducono il rischio, ad esempio le e-cig”.

Nel Regno Unito “a gennaio 2020 è stata pubblicata una roadmap per arrivare all’obiettivo di una società ‘libera dal fumo’ nel 2030”, ha osservato la docente illustrando il documento dove sono elencati i vari punti chiave, compresa la riforma della regolazione delle sigarette elettroniche. Tra le varie proposte c’è anche quella di “autorizzare la prescrizione delle sigarette elettroniche dal Nhs, il servizio sanitario pubblico inglese”. Ma non solo: c’è anche la volontà di “lavorare per ridurre l’appeal delle e-cig e dei dispositivi con nicotina nei giovani, e portare l’età dell’acquisto dei prodotti del tabacco da 18 a 21 anni”. Secondo McNeil, però, “non c’è nessuna politica di riduzione della nicotina”.

Mentre il Tobacco Control Plan, annunciato dal Governo ma che sarà lanciato nei prossimi mesi, “ha come ambizioni di creare la prima generazione ‘smoke free’ ovvero libera dal fumo”, con un grande impegno “nella lotta al fumo in gravidanza e nelle giovani che voglio avere un figlio”. Ma c’è anche “un appoggio alle evidenze scientifiche sulle innovazioni arrivate con i dispositivi a rischio ridotto che – ha continuato McNeil – supportano chi vuole smettere”.

“Dal 2023-24, a tutte le persone che accedono in ospedale e fumano viene offerto un programma a lungo termine del Nhs per smettere, adattato per chi è in gravidanza. C’è anche il supporto psicologico di specialisti, e il programma prevede di includere anche l’opzione per i fumatori di passare alle sigarette elettroniche mentre sono assistiti dalle strutture ospedaliere”, ha ricordato l’esperta che ha anche commentato come l’aggiornamento delle linee guide del Nice (The National Institute for Health and Care Excellence) “prevede per le persone che tentano di smettere con le sigarette tradizionali una serie di interventi come incoraggiare i fumatori a cambiare comportamenti. Perché ogni tipo di fumo è dannoso – ha concluso – ma chi usa le e-cig potrebbe smettere completamente”.

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