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Droga: Bruzzaniti ‘Milano mi spetta di diritto’, gup ‘abile manager in spaccio droga’

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Milano, 3 mag. (Adnkronos) – Milano caput mundi della cocaina. E’ il quadro tratteggiato nella conferenza stampa, nella procura meneghina, che ha portato a 40 arresti per traffico di stupefacenti con l’aggravante della trasnazionalità e dell’ingente quantità, oltre 900 chili quella intercettata. Tra i destinatari della misura c’è Bartolo Bruzzaniti, imparentato alla ‘ndrangheta tramite la famiglia Morabito, che in chat rivendicava: “Milano mi spetta di diritto”.

L’inchiesta milanese, affiancate dalle operazioni di Reggio Calabria e Genova, ha permesso di mettere in luce la struttura criminale stanziata in Lombardia diretta da Bartolo Bruzzaniti (latitante), quella napoletana guidata da Raffaele lmperiale (ex latitante di massima pericolosità) che ha contatti con i fornitori sudamericani ed è in grado di movimentare grosse quantità di stupefacente e quella che controlla la piazza di spaccio nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro. “Siamo i numeri uno” commenta Bruzzaniti, ritenuto dal gup Stefania Donadeo, “un abile manager nell’importazione di stupefacente dimostrando di essere in grado di mantenere sia i rapporti con i fornitori stranieri, sia i rapporti con chi deve assicurare il trasporto dello stesso in Italia, sia con chi deve assicurare il trasferimento della merce acquistata in luoghi sicuri nella zona di Varese” prima di essere rivenduto a prezzi che lui stesso determina.

L’alleanza con Imperiale che vuole estendere i suoi traffici sulla piazza lombarda “dimostra, ancora una volta, che lui e solo lui poteva essere il valido interlocutore della criminalità organizzata napoletana perché egli era il dominus del traffico di stupefacente in Lombardia”. La società napoletana-calabrese ha come oggetto sociale, l’importazione di ingenti quantitativi di droga e la distribuzione in tutta Italia e “dimostra che i traffici internazionali di stupefacenti impongono, per una gestione ottimale, la cooperazione della criminalità campana e di quella calabrese in parte radicatasi da tempo a Milano”. Imperiale viene ritenuto da Bruzzaniti il “più forte al mondo” a testimoniare la capacità di un gruppo di movimentare 645 chili di cocaina per un controvalore di oltre 21 milioni di euro, 240 chili di hashish e 30 di chetamina.