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Al via primo summit Ibdo Foundation Observatory dedicato alle persone con diabete

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Roma, 22 giu (Adnkronos Salute) – Garantire pieno ed equo accesso alle cure per le persone con diabete e prendersi cura delle loro esigenze come cittadini nei luoghi di vita, di lavoro, di studio, di comunità: questi i temi al centro del dibattito del primo Diabetes Patient Summit, che inizia oggi. L’incontro di due giorni, dal titolo “Per le persone con le persone. Curare e prendersi cura della salute dei cittadini”, è organizzato dall’Italian Barometer Diabetes Foundation (Ibdo Foundation Observatory) e dall’Intergruppo oarlamentare “Obesità e diabete”, in collaborazione con Anci Comunicare e con il supporto non condizionante di Novo Nordisk.

Nel mondo – ricorda una nota – quasi mezzo miliardo di persone ha il diabete e, secondo le stime dell’International Diabetes Federation, la prevalenza crescerà di oltre il 50% nel prossimo quarto di secolo, toccando i 700 milioni di persone a livello globale nel 2045. Nel 2019, il diabete è stata la quarta causa di disabilità, ha provocato la morte in maniera diretta o indiretta di 4,2 milioni di persone e una spesa di 760 miliardi di dollari per il trattamento e la gestione delle complicanze. Numeri allarmanti, tanto che la sua diffusione è ormai diventata, insieme a quella delle altre malattie croniche non trasmissibili, una priorità sanitaria a livello globale ed è entrata a far parte dell’Agenda for Sustainable Development delle Nazioni Unite per il 2030, ricorda la nota.

“È necessario intraprendere azioni coordinate e concertate per affrontare il diabete come un problema critico di salute globale, che, in un momento come questo, non può prescindere dall’emergenza Covid-19 che stiamo affrontando e che sta compromettendo l’assistenza alle persone con malattie croniche, come il diabete e l’obesità, e ne ha evidenziato ancor più le fragilità e vulnerabilità”, spiega Massimo Massi Benedetti, Presidente e direttore scientifico Hub for International Health Research.

“I dati a disposizione – prosegue Massi Benedetti – hanno dimostrato, infatti, che il diabete rappresenta uno dei primi fattori di rischio per sviluppare le forme più gravi della malattia, che richiedono il ricovero in terapia intensiva e che hanno prognosi peggiore. Il cattivo controllo della malattia, se da una parte aumenta il rischio di complicanze legate alla malattia stessa, dall’altra è responsabile di una maggiore vulnerabilità nei confronti di eventi acuti quali il Covid”.

“La pandemia ha rimesso al centro delle decisioni pubbliche e delle priorità individuali i temi riguardanti la salute, sia collettiva sia individuale, quale bene comune. In questo momento di revisione del sistema sanitario è necessario snellire gli iter burocratici e rendere omogeneo l’accesso alle cure su tutto il territorio nazionale, eliminando le disparità esistenti, per far sì che le persone con diabete possano ricevere le cure e i trattamenti innovativi di cui hanno bisogno per un ottimale controllo glicemico”, dice la senatrice Emanuela Baio, presidente del Comitato per i diritti della persona con diabete. Nonostante sia stato redatto oltre 10 anni fa, con alcuni aggiornamenti legati all’attualità, il ‘Manifesto dei diritti e dei doveri delle persone con diabete’ – sottolinea – è più che mai attuale e rappresenta ancora oggi uno strumento di dialogo imprescindibile con le Istituzioni, per orientare le azioni e stabilire delle priorità con le associazioni pazienti, quali portatrici di questi diritti”.

“L’imminente stagione di ridisegno, alla luce degli impatti pandemici, del nostro Ssn – sostiene Roberto Pella, presidente Intergruppo parlamentare obesità e diabete e Vicepresidente vicario Anci – dovrà includere le soluzioni ai bisogni espressi dalle persone con diabete, come paradigma di cronicità. Il coinvolgimento dei territori e dei decisori locali, lo sviluppo delle reti di prossimità, l’implementazione degli strumenti di telemedicina sono elementi chiave che consentiranno una presa in carico più efficace del paziente e, prima ancora, che consentiranno di ‘prenderci cura’ del cittadino, della sua qualità di vita e del suo benessere”.

“La centralità dei pazienti nella programmazione delle scelte sanitarie e il loro coinvolgimento nel processo assistenziale e di cura è un fatto imprescindibile in un sistema sanitario moderno e interessato all’efficacia ed efficienza dei servizi offerti, nonché alla qualità e sicurezza delle cure. Per questo è di fondamentale importanza che i rappresentanti delle Associazioni di pazienti sviluppino e consolidino le competenze necessarie per migliorare la salute e la qualità di vita delle persone che rappresentano, diventando soggetti attivi, con una leadership capace di porsi alla guida dell’attuazione dei contenuti de ‘Il Manifesto dei diritti e dei doveri delle persone con diabete’ e di lavorare in stretta collaborazione gli uni con gli altri al fine di tutelare i diritti delle persone che rappresentano”, afferma Teresa Petrangolini, direttore Patient Advocacy Lab (Pal) Altems, Università Cattolica Sacro Cuore.

“L’assistenza alle persone con diabete è un argomento che assume ancora più rilevanza nell’anno in cui si celebrano i 100 anni dalla scoperta dell’insulina, un avvenimento che ha fatto la storia della medicina e che ha consentito a milioni di persone di convivere serenamente con una malattia sino al 2021 dalla prognosi infausta”, commenta Renato Lauro, presidente dell’Italian Barometer Diabetes Foundation, che aggiunge: “Proprio in occasione di questa importante celebrazione abbiamo deciso di organizzare, per la prima volta, un evento dedicato esclusivamente alle persone con diabete, tramite le associazioni che li rappresentano, prima del tradizionale Italian Diabetes Barometer Forum, giunto quest’anno alla quattordicesima edizione e che si terrà il 7 luglio”.

“In Novo Nordisk siamo consapevoli dell’importanza del ruolo delle associazioni dei pazienti nel promuovere e rafforzare politiche sanitarie mirate a garantire l’accesso alle cure e ai trattamenti innovativi in modo omogeneo sul territorio”, dichiara Drago Vuina, General Manager e Corporate Vice President Novo Nordisk Italy. “Auspichiamo che questo evento sia utile per promuovere un ruolo sempre più attivo e consapevole del paziente nella gestione del proprio percorso di cura”, conclude.

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