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Smog nell’aria: aumentano le dermatiti atopiche

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Sempre piu’ bambini si ammalano di dermatite atopice, colpa dello smog e dell’acqua troppo dura e calcarea

Troppo smog nell’aria fa male soprattutto ai bambini. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e adolescenza che, durante l’International Network on Children’s Health, Environment and Safety in Israele, ha rilevato come il rischio di dermatite atopica, soprattutto tra i 2 e i 5 anni, è aumentato del 10% negli ultimi 10 anni. La causa dell’aumento di questa malattia è da ricercarsi nelle emissioni di metalli pesanti da marmitte catalitiche e dell’acqua troppo dura e calcarea.

Ad essere più a rischio di contagio da dermatite atopica da smog è soprattutto chi vive nelle aree industrializzate e nelle grandi città: in queste zone il 63% dei bambini viene colpito da irritazioni cutanee, eczemi, eritemi, desquamazioni e nonostante la dermatite atopica si risolva entro il terzo anno, il 20% dei ragazzini ne porta ancora i segni a 7 anni. A causare le dermatiti atopiche sono anche polveri, acari, contatto con la pelle del gatto e cibi poco salutari.

I costi di gestione della malattia sono in media superiori ai 1200 euro annui per famiglia, ma insieme ai medicinali, per eliminare il rischio di dermatite bisogna aiutarsi soprattutto con l’alimentazione, cercando di assimilare soprattutto d’inverno frutta, verdure, pesce, fibre e cereali, molta acqua e poche bevande zuccherate.

gc

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