Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale-Cubetti di ghiaccio nel WC: il trucco virale funziona davvero? Cosa dice la fisica-Ciclovia del Trasimeno: perché è la più bella d'Italia del 2026 (e come arrivarci)-Prezzi benzina e diesel oggi 22 giugno 2026: tredicesimo giorno consecutivo di calo alla pompa-Insonnia in estate: 7 consigli utili (e basati sulla scienza) per riuscire a dormire-Il fungo mangia plastica: cosa fa davvero la Pestalotiopsis microspora (e cosa no)-Dai rifiuti del mare a risorse industriali: come la blue economy trasforma reti e plastica in materia prima-Frutta congelata d'estate: 7 idee creative e rinfrescanti (in sicurezza) per bambini, animali e antispreco-Solstizio d'estate: perché il giorno più lungo non ha né l'alba più presto né il tramonto più tardi-La "pecora foglia": il mollusco marino che ruba la fotosintesi alle alghe-Caramelle gommose al nopal: il progetto di due studentesse cilene che vola al mondiale scientifico-La turbina eolica sferica porta l'eolico in città: O-Wind

Elisabetta, dai tailleur technicolor ai cappellini: l’ultima regina di stile

Condividi questo articolo:

Milano, 8 set. (Adnkronos) – Cappellini, borsette e foulard non sono mai mancati nel suo armadio. Sempre coordinati, sempre impeccabili. Mai un look sbagliato, un orlo spiegazzato, un accostamento stonato. Elisabetta II è stata anche regina di stile. Prima influencer della storia, icona della Royal Family, ben prima di Lady Diana e Kate Middleton, Queen Elizabeth ha sfoderato nel corso degli anni look impeccabili in ogni circostanza. Fino alla gonna scozzese ed al golfino grigio indossato due giorni fa a Balmoral, quando ha conferito formalmente l’incarico di premier a Liz Truss.

I suoi tailleur technicolor? Immortali. Dal giallo canarino indossato per il matrimonio di William e Kate al verde pastello sfoggiato per i suoi 90 anni, passando per le mille sfumature di turchese, blu elettrico e rosa petunia, la Regina ha sempre prediletto brillanti tinte monocromo. “Se indossassi il beige nessuno mi riconoscerebbe” disse una volta con un filo di umorismo.

Con il suo stile ha segnato la storia del Regno Unito, resistendo a tragedie e scandali, matrimoni, funerali e cambi di governo. Antesignana dell’upcycling, Elisabetta II ha ispirato stilisti e designer, come quello di Max Mara, Ian Griffiths, che l’anno scorso ha voluto omaggiarla con una collezione ispirata al suo look countryside: stivali di gomma, gilet, cerata, occhiali da sole e foulard in testa. O Richard Quinn, che nel 2018 ebbe l’onore di averla ospite nel front row della sua sfilata, seduta accanto ad Anna Wintour, la temutissima direttrice di Vogue Usa. Sempre a suo agio nei propri abiti, attentissima ai particolari. “E’ misteriosa ma umana, semplicemente impeccabile” sentenziò l’ex stilista di Chanel, Karl Lagerfeld.

Del resto, la sovrana britannica è stata capace di dosare tradizione e innovazione e di arrivare dritta al cuore dei sudditi. “Con i suoi look mostra al mondo come si sente” scrisse Bethan Holt, autrice del volume di ‘The Queen: 70 years of majestic style’. Assieme alla sua personal dresser di fiducia, Angela Kelly, negli ultimi decenni è riuscita ad andare oltre il mito, grazie a un guardaroba infinito, ricercato nei dettali, unico al mondo. Impossibile quantificare i suoi look in 96 anni di vita e 70 di regno. C’è da dire però che sin da piccola la Regina Elisabetta ha adottato il suo stile personale: a tre anni veniva fotografata con una deliziosa cuffietta in testa e con abitino di tulle e un paio di Mary Jane nere ai piedi o ancora fasciata in un cappottino a uovo e bottoni rotondi. Must che torneranno spesso a far capolino nel suo guardaroba.

Il cappello, ad esempio: mai senza. E’ stato la sua seconda corona. Dalle cuffie ai turbanti, passando per foulard, fermagli, cilindri e fedora. Piume, retine, cristalli non sono mai mancati. Ai piedi le amate décolleté nere o mocassini dal tacco minimal. La borsa sempre e solo firmata Launer London e declinata in centinaia di sfumature e materiali, che non hanno mai smesso di dettare tendenza, come nel caso della Platinum Jubilee, il modello che il marchio le ha dedicato quest’anno per il Giubileo, sold out in pochi minuti.

Con i suoi look tutti diversi tra loro eppure sempre uguali, ‘Lillibet’, come la chiamavano affettuosamente i suoi cari, è diventata iconica perché non ha mai seguito la moda ma l’ha dettata, a volte imposta. Non ha mai avuto bisogno di ricorrere a colpi di testa, anzi, con la sua classe e sobrietà squisitamente Brit ha conquistato anche le fashion victim più incallite. Tanti gli abiti importanti del suo regno, tra i quali spicca quello indossato per l’incoronazione, il 2 giugno 1953 e confezionato da Norman Hartnell, che richiese svariati mesi di tempi, diverse ricamatrici all’opera, che realizzarono una vera opera d’arte con fiori ricamati e motivi con fili di seta, diamanti, perle e paillettes. Un abito color avorio sontuoso che nascondeva allo sguardo un quadrifoglio portafortuna ricamato nel lato della gonna, dove la Regina avrebbe posato la sua mano. Un dettaglio che il designer, che vestì Elisabetta anche nel giorno del suo matrimonio con Filippo, aveva aggiunto di nascosto e che le rivelò solo al termine della cerimonia.

Un altro look memorabile è quello scelto per il viaggio in Medioriente nel 1979: guantini bianchi, abito bluette fino alla caviglia e turbante en pendant. Il blu è stato a lungo un colore prediletto dalla regina, indossato anche per il matrimonio del figlio Carlo con Lady D. Tra gli abiti più eccentrici una menzione speciale la merita il longdress arlecchino sfoggiato alla Royal Variety Performance di Birmingham nel 1999, composto da una gonna dorata e un bustier interamente incrostato di paillettes multicolor. Nel 2011 per le nozze del nipote William con Kate Middleton la regina optò invece per un giallo canarino, in seguito ‘riciclato’ per un viaggio in Australia. Indimenticabile anche il completo verde smeraldo con il quale parlò alla Nazione durante la pandemia di Covid, una tinta che, come hanno osservato alcuni, richiamava il colore dei camici dei medici che in quel momento lottavano nei reparti. La vita Elizabeth, in fondo, è stata scandita anche da questo: abiti e look utilizzati per comunicare e lanciare messaggi in modo discreto come è sempre stato nel suo stile.