Vegetariani per coscienza o per costrizione: gli scenari del 2050

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Nel 2050 potremmo essere tutti vegetariani: la mancanza di acqua e l’aumento demografico porteranno tutti ad una diminuzione del consumo di carne

Nel 2050 potremmo essere tutti vegetariani, per coscienza o per costrizione. Non mangiare più carne sembra essere l’unica soluzione per far fronte all’aumento demografico unito e alla scarsità d’acqua. La prospettiva del vegetarianismo è contenuta in un rapporto dello Stockholm International Water Institute.

Diventare vegetariani significherebbe non mangiare più carne e non allevare più animali per il macello: la soluzione è necessaria soprattutto dal momento che per produrre un chilo di carne servono migliaia di litri d’acqua. Lo Stockholm International Water Institute, per questo, ha elaborato diversi scenari di consumi di cibo, confrontandoli con le stime sulla disponibilità d’acqua e sull’incremento demografico previsto. Nel 2050 non ci sarà abbastanza acqua per produrre il cibo necessario ai due miliardi di persone in più che ci saranno.

Il vegetarianismo è l’unico scenario sostenibile, afferma il documento: il consumo di carne dovrebbe corrispondere al massimo al 5% del totale. Non solo. Sarà necessaria anche l’introduzione di un sistema di commercio del cibo che faccia in modo che i paesi che hanno un surplus d’acqua riescano ad aiutare quelli che affrontano episodi di siccità.

(gc)

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