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Esistono le plastiche buone?

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Uno studio afferma che anche i prodotti di plastica senza BPA sono nocivi

Oramai moltissimi tipi di plastica sono privi di BPA (il Bisfenolo A è un composto organico usato nella sintesi delle materie plastiche): eliminarlo vuol dire cercare di eliminare le problematiche che derivano dal suo utilizzo e che attaccano il sistema endocrino, provocando problemi al cervello, alla ghiandola prostatica e in generale allo sviluppo dei feti, dei neonati e dei bambini.

Essendo assodato ormai da anni, i consumatori ci fanno molta attenzione e prediligono i prodotti che creano un’alternativa alla plastica contenente BPA: quindi scoprire che queste alternative potrebbero essere altrettanto dannose – o addirittura peggiori – allarga la questione e la fa diventare ancora più spinosa.

Per sostituire il Bisfenolo A nella sua funzione di indurimento della plastica – al fine di creare tappi, bottiglie d’acqua, tazze o qualsiasi altra cosa abbia bisogno di essere solida – molti produttori hanno iniziato a usare il Bisfenolo S (BPS) e allora una recente ricerca della UCLA ha deciso di analizzarlo. Per farlo, i ricercatori si sono concentrati sull’impatto del BPS sull’embrione del Danio Rerio, un esemplare meglio conosciuto come Pesce Zebra, e hanno parlato di risultati importanti e spaventosi. 

Dopo aver esposto questi pesci sia a bassi livelli di BPA che di BPS, i ricercatori hanno esaminato l’effetto che le sostanze chimiche hanno avuto sui geni e sulle cellule cerebrali che si occupano della riproduzione (i pesci zebra sono utilizzati comunemente dagli scienziati per studiare l’impatto degli additivi per le materie plastiche, perché i loro embrioni sono trasparenti e lasciano vedere e monitorare la crescita delle cellule). 

La ricerca ha dimostrato che bassi livelli di BPS hanno un impatto simile ai bassi livelli di BPA: lo sviluppo embrionale è accelerato da entrambe le chimiche – BPA, in più, causa anche la nascita prematura. Inoltre, è stato scoperto che BPA e BPS influenzano il sistema tiroideo.

Questa e altre ricerche hanno rivelato, nel corso degli ultimi anni, che che le sostituzioni di BPA spesso ci fanno saltare dalla padella nella brace. Sembra non esserci una soluzione, ma intanto noi, nel nostro piccolo, possiamo iniziare ad eliminare o almeno ridurre l’uso di tutte le plastiche che possiamo – con o senza BPA. 

Da qualche parte si dovrà pure cominciare.

In Europa più della metà della plastica finisce in mare.

BPA, inquinamento, plastica

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