Prezzi carburanti oggi: benzina e diesel ancora in rialzo dopo lo stop alle accise
di Redazione Ecoseven – Aggiornato: 13/07/2026

I prezzi dei carburanti oggi tornano a correre: secondo la rilevazione dell’Osservatorio prezzi del MIMIT del 13 luglio 2026, la benzina self sulla rete stradale sale a 1,879 €/litro e il gasolio a 1,988 €/litro. Sulla rete autostradale il diesel ha di nuovo superato la soglia dei 2 euro, a 2,065 €/litro, con la benzina a 1,968 €/litro. Dietro i rincari non c’è tanto il petrolio, quanto un fattore fiscale: dal 4 luglio è scaduto il taglio delle accise, e senza proroga le aliquote sono tornate al livello ordinario. Il risultato è che, in poco più di una settimana, il pieno è diventato sensibilmente più caro. Ecco i prezzi aggiornati, perché stanno salendo e quanto pesa sul portafoglio.
Lo scenario si è ribaltato rispetto a fine giugno, quando i prezzi scendevano da oltre due settimane. La svolta è arrivata con la scadenza dello sconto sulle accise: senza una nuova proroga, dal 4 luglio è scattato un rincaro fiscale automatico che si è sommato alla risalita delle quotazioni internazionali. Vediamo i numeri e cosa aspettarsi nei prossimi giorni.
Quanto costano i prezzi dei carburanti oggi? I dati MIMIT aggiornati
Secondo l’ultima rilevazione sui prezzi dei carburanti dell’Osservatorio prezzi del MIMIT, riferita a oggi lunedì 13 luglio 2026, i prezzi restano orientati al rialzo. Questi i prezzi medi nazionali in modalità self service:
- Benzina self (rete stradale): 1,879 €/litro (in rialzo)
- Diesel self (rete stradale): 1,988 €/litro (in rialzo)
- Benzina self (autostrada): 1,968 €/litro
- Diesel self (autostrada): 2,065 €/litro
Il dato che spicca riguarda la rete autostradale, dove il gasolio è tornato a superare stabilmente la soglia dei 2 euro al litro, un livello di forte valore simbolico per chi viaggia. Si tratta comunque di valori medi nazionali: il singolo distributore può praticare prezzi diversi a seconda della zona, del marchio e della modalità di rifornimento. Sul territorio, nelle ultime rilevazioni la benzina più cara si registra nella provincia autonoma di Bolzano.
Perché i prezzi dei carburanti stanno salendo
L’aumento di queste settimane ha una causa principale e una di contorno. La causa principale è fiscale: il 3 luglio è scaduto il taglio delle accise, e in assenza di una nuova proroga dal 4 luglio le aliquote sono tornate al livello ordinario, con un rincaro automatico di circa 6 centesimi al litro su benzina e gasolio, a prescindere dall’andamento del petrolio. È l’effetto più immediato e visibile alla pompa.
La causa di contorno è il prezzo internazionale del greggio, che nelle ultime settimane ha ripreso a salire per via delle tensioni geopolitiche, contribuendo a spingere ulteriormente i listini. La combinazione dei due fattori — ritorno delle accise piene e petrolio in risalita — ha invertito la rotta rispetto ai ribassi di giugno.
Lo scarto tra petrolio e pompa: l’effetto “rocket and feathers“
C’è un aspetto strutturale che vale la pena capire, perché spiega perché i prezzi alla pompa si comportano in modo asimmetrico. Gli economisti lo chiamano effetto “rocket and feathers” (razzo e piume): quando il greggio aumenta, i prezzi alla pompa salgono rapidamente come un razzo; quando il greggio cala, scendono lentamente come piume che planano.
Le ragioni sono strutturali. La prima è la composizione del prezzo: gran parte del costo finale di un litro di carburante è fatta di tasse (accise e IVA), che non dipendono dalle oscillazioni del greggio. La materia prima è solo una frazione del totale. La seconda è il ritardo temporale: il carburante venduto oggi è stato spesso acquistato e raffinato settimane prima. La terza, denunciata dalle associazioni dei consumatori, riguarda i margini della distribuzione, che tenderebbero ad ampliarsi nelle fasi di ribasso — una posizione delle associazioni (Codacons, Assoutenti e altre), non un accertamento definitivo.
Quanto pesa sul portafoglio il ritorno delle accise piene
Da questo quadro derivano alcune indicazioni pratiche, utili a contenere la spesa.
L’impatto sul pieno. Rispetto all’ultima rilevazione prima della fine dello sconto, fare un pieno da 50 litri al self service sulla rete stradale costa oggi circa 3,8 euro in più per la benzina e 4,7 euro in più per il diesel. In autostrada l’effetto è ancora più marcato, con aumenti che superano i 4 euro a pieno.
Confrontare i prezzi sul territorio. La differenza la fa scegliere bene dove rifornirsi: nello stesso comune la forbice tra l’impianto più caro e quello più economico può superare i 15-20 centesimi al litro. Lo strumento ufficiale e gratuito è il portale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT, che consente la ricerca per comune, indirizzo o tratta autostradale.
Attenzione all’autostrada. I prezzi autostradali restano più alti di quelli stradali: per i lunghi viaggi conviene, dove possibile, rifornirsi fuori dalla rete autostradale. Con il diesel di nuovo sopra i 2 euro in autostrada, il divario si fa sentire soprattutto sui viaggi lunghi delle vacanze estive.
Tornerà un nuovo taglio delle accise?
È la domanda che molti automobilisti si pongono. Al momento il governo non ha annunciato una nuova proroga dello sconto. Reintrodurre un taglio delle accise è un’operazione onerosa per le finanze pubbliche, e le decisioni dipenderanno dall’evoluzione dei prezzi e dello scenario internazionale. Le associazioni dei consumatori e le categorie più esposte, come gli autotrasportatori, chiedono nuove misure di contenimento, ma allo stato attuale la situazione resta incerta.
FAQ – Domande frequenti
Quanto costano benzina e diesel oggi?
Secondo l’Osservatorio prezzi MIMIT (rilevazione del 13 luglio 2026), la benzina self sulla rete stradale è a 1,879 €/litro e il gasolio a 1,988 €/litro. In autostrada i valori self salgono a 1,968 €/litro per la benzina e 2,065 €/litro per il diesel. Sono valori medi nazionali: il singolo distributore può praticare prezzi diversi.
Perché i prezzi dei carburanti stanno aumentando?
Per due motivi. Il principale è fiscale: dal 4 luglio è scaduto il taglio delle accise e, senza proroga, le aliquote sono tornate al livello ordinario, con un rincaro automatico di circa 6 centesimi al litro. Il secondo è la risalita del prezzo internazionale del petrolio legata alle tensioni geopolitiche. I due fattori si sommano.
Quanto è aumentato il costo di un pieno?
Rispetto all’ultima rilevazione prima della fine dello sconto sulle accise, un pieno da 50 litri al self service sulla rete stradale costa circa 3,8 euro in più per la benzina e 4,7 euro in più per il diesel. In autostrada l’aumento è ancora più marcato.
Come faccio a trovare il distributore più economico?
Il portale ufficiale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT permette di cercare gli impianti per comune, indirizzo o tratta autostradale e confrontare i prezzi praticati. Nello stesso comune la differenza tra il distributore più caro e il più economico può superare i 15-20 centesimi al litro.
Tornerà lo sconto sulle accise?
Al momento il governo non ha annunciato una nuova proroga del taglio delle accise. Si tratta di una misura onerosa per le finanze pubbliche, e ogni decisione dipenderà dall’andamento dei prezzi e dello scenario internazionale. Le associazioni dei consumatori e gli autotrasportatori chiedono nuovi interventi, ma la situazione resta incerta.
In breve
I prezzi dei carburanti oggi, 13 luglio 2026, restano in rialzo: benzina self a 1,879 €/litro e diesel a 1,988 €/litro sulla rete stradale (MIMIT), con il gasolio di nuovo sopra i 2 euro in autostrada (2,065 €/l). La causa principale è fiscale: dal 4 luglio è scaduto il taglio delle accise e, senza proroga, le aliquote sono tornate al livello ordinario, con un rincaro automatico di circa 6 centesimi al litro; a questo si aggiunge la risalita del petrolio. Il risultato è che un pieno da 50 litri costa oggi circa 3,8 euro in più per la benzina e 4,7 per il diesel rispetto a prima dello stop. Vale il consueto effetto “rocket and feathers”: alla pompa i prezzi salgono come razzi e scendono come piume. Per risparmiare conviene confrontare i prezzi sul portale MIMIT ed evitare per quanto possibile i rifornimenti in autostrada.
Questo articolo sui prezzi dei carburanti ha finalità informative e riporta dati soggetti ad aggiornamento quotidiano. Le ipotesi di ampliamento dei margini nelle fasi di ribasso sono posizioni espresse dalle associazioni dei consumatori e non costituiscono accertamenti definitivi. Fonti principali: Osservatorio prezzi MIMIT (rilevazione 13 luglio 2026); scadenza del taglio delle accise sui carburanti al 3 luglio 2026. I prezzi medi alla pompa hanno carattere puramente informativo, sono soggetti a variazioni giornaliere e differenze territoriali: per il dato puntuale del proprio comune si rimanda al portale ufficiale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT.
accise, benzina, Carburanti, diesel, MIMIT, petrolio, prezzi
