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Risparmiare energia in casa, grazie alle lucciole

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Per risparmiare energia in casa, alcuni scienziati hanno modificato i geni delle lucciole per creare delle piante luminose con caratteristiche molto simili a quelle di una lampadina

Risparmiare energia in casa sfruttando l’illuminazione naturale delle lucciole. E’ questo, in sintesi, il risultato più interessante raggiunto recentemente da un gruppo di ricercatori dell’università di San Francisco, nell’ambito di uno studio sulla ‘bioluminiscenza’ (fenomeno per cui alcuni organismi emettono luce attraverso particolari reazioni chimiche).

Per riprodurre la luce senza elettricità, gli scienziati, in particolare, sono riusciti a modificare i geni di lucciole e batteri, creando in questo modo delle ‘piante luminose’ con caratteristiche molto simili a quelle delle classiche lampadine usate per illuminare casa.

Per riprodurre la luce senza elettricità, i ricercatori si sono quindi concentrati su due speciali particelle, (entrambe prodotte dalle lucciole): la ‘luciferina’ e l’enzima ‘luciferasi’. Dopo aver isolato questi due elementi, attraverso delle apposite tecniche di biologia sintetica ed uno specifico software di laboratorio, gli studiosi hanno infine modificato la sequenza del DNA di alcune piante (tra cui la rosa e la ‘Arabidopsis’), introducendo al loro interno i geni luminescenti delle lucciole che, ‘auto-riciclandosi’, sono riusciti a rendere i vegetali particolarmente brillanti.

La luce naturale delle lucciole, rappresenta certamente un’opportunità interessante da applicare al settore dell’illuminazione domestica, che permetterebbe di risparmiare energia e di ridurre considerevolmente le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Lo studio, legato ancora ad una fase di test sperimentali, dovrebbe presto passare alla successiva fase di commercializzazione dei nuovi prodotti bioluminescenti.

(Matteo Ludovisi)

 

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