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Agricoltura: prodotti tipici minacciati dalla cementificazione

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Sono tanti i prodotti tipici dell’agricoltura italiana minacciati dalla cementificazione

L’agricoltura italiana e i suoi prodotti tipici perdono terreno, a causa della continua e costante cementificazione, che negli ultimi vent’anni ha divorato più di due milioni di ettari coltivati. La perdita di terrena agricolo è pari a 11 ettari l’ora, quasi 2000 alla settimana e oltre 8000 al mese. E con il terreno agricolo, l’Italia sembra perdere anche la tradizione e i prodotti tipici.

Con l’avanzare della cementificazione, secondo la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, sono a rischio più gli oltre 5000 prodotti tipici, che non godono delle tutele proprie dei marchi di qualità, ma comunque importanti importanti per la tradizione enogastronomica italiana.

 

L’Italia e il suo paesaggio rurale custodiscono un patrimonio di sapori e prodotti tipici inestimabili, intendendo per tipici alimenti sani e di qualità, che valgono per il turismo enogastronomico 5 miliardi l’anno, nonostante non rientrino tra i prodotti Dop e Igp. Ma una su quattro di queste specialità della terra è in via di estinzione, visto che attualmente è coltivata da non più di 10 aziende agricole che ne custodiscono la memoria. Dalla castagna ufarella del casertano al formaggio ”rosa camuna” della Valcamonica, dalla fava di Leonforte dell’ennese al sedano nero di Trevi: più di mille sapori ignorati dai canali ufficiali della distribuzione alimentare, che sono anche i più vulnerabili di fronte alla minaccia del consumo di suolo.

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