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Il Giappone chiude la caccia alle balene

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Il Giappone avrebbe chiuso la sua caccia alle balene per scopi scientifici. Gli attivisti di Sea Shepherd fanno sapere che la flotta baleniera ha ucciso meno di 75 balene su una quota programmata di circa 950

Il Giappone ha chiuso la caccia alle balene, almeno secondo gli attivisti del gruppo ecologista radicale Sea Shepherd, che ogni estate australe ostacolano con vari mezzi nei mari antartici la flotta baleniera giapponese. Gli attivisti credono che il Giappone abbia abbandonato definitivamente la sua caccia ‘scientifica’ per questa stagione, dopo aver ucciso meno di 75 balene su una quota programmata di circa 950.

La chiusura della caccia alle balene da parte del Giappone arriva dopo una serie di violente collisioni fra le baleniere e la flotta di Sea Shepherd: dopo una battaglia tra i due fronti le navi arpionatrici si sono allontanate dal Territorio antartico australiano verso l’oceano Indiano, seguite dalle navi di protesta. ‘La stagione è finita bene per noi. Le condizioni del tempo continuano a peggiorare e sarebbe stato impossibile per i giapponesi uccidere più balene’ -ha detto il fondatore del gruppo e comandante della flotta di protesta Paul Watson- ‘Siamo intervenuti, abbiamo tenuto duro e abbiamo vinto’.

L’ufficialità della chiusura definitiva della caccia alle balene però ancora non c’è. Il governo giapponese non ha commentato le affermazioni di Sea Shepherd e il console generale a Melbourne, Hidenobu Sobashima, ha detto che il suo governo non fa dichiarazioni sui movimenti della flotta. Secondo il ministro australiano dell’Ambiente, Tony Burke, non basta sapere che la flotta giapponese torna in patria, se poi ha intenzione di tornare la prossima estate.

(gc) 

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