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Covid Italia, Nicolini (Confetra): “Con 100 mln fiale di vaccini distribuzione dovrà cambiare, noi pronti”

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Roma, 2 mar. (Labitalia) – Con l’arrivo di nuovi vaccini anti Covid-19 in Italia, nella distribuzione “certamente dovrà cambiare qualcosa. Se i numeri sono quelli annunciati, un conto sono queste 4 milioni di dosi altro le 100 mln di fiale che si aspettano entro fine anno. Quindi nei prossimi 8 mesi”. Così intervistato da Adnkronos/Labitalia, Guido Nicolini, presidente di Confetra, la confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, sulle sfida della distribuzione dei vaccini Anti covid-19 quando nei prossimi mesi arriveranno molte più dosi di ora e sul contributo che possono dare le imprese dei trasporti e della logistica italiane.

“Bisogna capire -spiega Nicolini- che la logistica è flessibilità, resilienza, capillarità di penetrazione. Ovviamente il tutto in assoluta sicurezza. Il nostro lavoro si fonda sulla capacità di portare a destino qualsiasi bene nel minor tempo possibile e ai costi più bassi possibili. Porti, aeroporti, interporti, magazzini, autotrasporto, corrieri, treni merci, rappresentano il sistema circolatorio del Paese. Ma non è un lavoro che si improvvisa. Certo che siamo pronti a dare una mano. Se e come la struttura commissariale vorrà”,sottolinea Nicolini.

Finora, infatti, le imprese di logistica e trasporti lamentano di essere stati pochi ascoltati sul Piano vaccini. “Come organizzazione di rappresentanza dell’industry logistica italiana, circa 100 mila imprese che generano 80 mld di fatturato, abbiamo fin da dicembre -ricorda Nicolini- redatto un position paper sulle principali criticità e sfide che attendevano il Piano Vaccini, almeno per gli aspetti logistico distributivi. Ci abbiamo lavorato con un apposito tavolo tecnico che ha coinvolto oltre 10 grandi associazioni di categoria dell’intera filiera della Pharma Logistics. L’Italia è il secondo esportatore in Ue di farmaci e abbiamo messo il nostro know how a disposizione del commissario. Purtroppo non siamo mai stati neanche ricevuti”, sottolinea.

Oggi il vero problema, sottolinea Nicolini, oggi è che “purtroppo scarseggiano le dosi, questa è la principale difficoltà”. “Essere dopo due mesi a meno di 4 mln di dosi inoculate, il 2,2% della popolazione, è un grave problema. Per il Paese ovviamente, non per le imprese logistiche. Per quanto riguarda le imprese, esse operano -continua Nicolini- con le regole del mercato. Quindi lavorano per le case farmaceutiche produttrici, per le Asl, gli ospedali, le Regioni, secondo le regole del mercato. Come del resto da sempre”, aggiunge.

E Nicolini ricorda il contributo dato dalle aziende del settore fin dallo scoppio della pandemia. “Noi -ricorda- non ci siamo fermati un solo giorno, neanche durante i drammatici 59 giorni di lockdown totale di un anno fa. Se non avessimo garantito sempre i rifornimenti di generi di prima necessità, generi alimentari, farmaci, combustibili… avremmo avuto la guerra civile e non le cantate dai balconi”, sottolinea.

Se davvero dovessero arrivare le dosi di vaccino previste nei prossimi mesi servitrà un cambio di passo, secondo Nicolini, anche dal punto di vista della distribuzione. “Francamente, non conosciamo che sistema -sottolinea- sia stato messo in campo, proprio perché non abbiamo mai avuto modo di confrontarci con la struttura commissariale. L’idea di un unico hub aereo a Pratica di Mare e a partire da lì procedere con la distribuzione su gomma fino a destino, dal punto di vista logistico, non è il massimo. La popolazione più anziana e quella più colpita e fragile è nel Centro-Nord. Secondo le nostre stime, quasi il 70% delle dosi dovrebbe avere come destinazione finale dall’Emilia a tutte le regioni dell’arco alpino. Non si comprende perché non si facciano arrivare i voli cargo nel Pharma hub di Malpensa bensì a 662 km di distanza”, aggiunge.

Con la scelta di Malpensa, sostiene Nicolini, si eviterebbe “un inutile aggravio di costi di trasporto, tempi e impatto ambientale”. “Eppure, la Cargo City di Malpensa è un’eccellenza europea. Come lo è Fiumicino, per lo stoccaggio di prodotti farmaceutici, che avrebbe potuto fare da hub per il centro sud”, aggiunge ancora il leader di Confetra.

E la speranza, aggiunge ancora Nicolini, è di un maggiore coinvolgimento con il nuovo commissario per l’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo. “Noi non giudichiamo gli uomini, giudichiamo gli atti e i provvedimenti. Ci è parso curioso non essere neanche auditi in questi mesi dal commissario per l’emergenza, visto che si parla del nostro lavoro, eccellenza riconosciuta nel mondo. E non potevamo non dirlo. Speriamo che davvero ora possa aprirsi una stagione di confronto nell’interesse del Paese”, conclude.

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