Ecobonus auto elettrica: cosa sapere prima della scadenza del 30 giugno 2026
di Redazione Ecoseven – Aggiornato il 28/06/2026

Ecobonus auto elettrica: perché i fondi risultano esauriti e cosa può ancora tornare disponibile
In breve
L’ecobonus auto elettrica non è più ottenibile oggi: sulla piattaforma del MASE tutte le risorse risultano prenotate, e il contatore dell’Ecobonus MIMIT segna zero euro su ogni fascia. Chi cerca ora l’incentivo trova online decine di guide che promettono fino a 13.750 euro di sconto: quelle cifre, in questo momento, non corrispondono a fondi realmente disponibili. Ma “prenotate” non significa “spese”, ed è qui che la partita resta aperta: il meccanismo dei voucher prevede una scadenza che rimette in circolo le risorse non utilizzate, e capire come funziona è l’unica cosa che oggi distingue chi riesce a intercettare un rientro di plafond da chi si limita ad aspettare.
Qual è oggi lo stato dell’ecobonus auto elettrica
Il termine del 30 giugno 2026 previsto dal PNRR è passato. Ma la situazione è più articolata di un semplice “è scaduto”, e va letta su due piani distinti, perché in Italia nel 2026 hanno convissuto due misure diverse che vengono continuamente confuse.
Bonus PNRR MASE. La piattaforma è tuttora online e accessibile con SPID o CIE, ma espone un avviso inequivocabile: tutte le risorse risultano al momento prenotate. L’avviso precisa anche che eventuali fondi che tornassero disponibili verrebbero immediatamente riattivati sulla piattaforma, invitando a verificare periodicamente la pagina Plafond.
Ecobonus MIMIT. Il contatore fondi sul portale del MIMIT segna 0,00 euro su tutte le fasce: auto M1 con emissioni 0-20 g/km, 21-60, 61-135, M1 usato, retrofit GPL e metano. Ogni voce riporta la dicitura “Fondi 2024”.
Quest’ultimo dettaglio merita attenzione: il contatore non mostra una dotazione 2026 esaurita, mostra i fondi del 2024. Significa che per l’anno in corso non risulta attiva alcuna nuova dotazione su quel canale.
La conseguenza pratica è netta: oggi nessuna delle due misure statali ha capienza, e le combinazioni fino a 13.750 euro che si leggono in diverse guide online — alcune aggiornate a maggio e giugno 2026 e scritte al presente — non corrispondono a risorse realmente prenotabili.
Quanto vale davvero l’ecobonus auto elettrica
Questo resta il primo grande equivoco, e vale la pena chiarirlo perché condiziona anche la lettura dello stato attuale.
L’incentivo statale previsto dal decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) dell’8 agosto 2025 prevede due importi soltanto, in base all’ISEE:
- 11.000 euro per chi ha un ISEE inferiore a 30.000 euro;
- 9.000 euro per chi ha un ISEE compreso tra 30.000 e 40.000 euro.
Le cifre più alte che circolano (13.750, 15.750 o 17.750 euro) si ottengono sommando i contributi regionali che alcune Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte offrono in aggiunta, e che possono valere da 2.000 a 4.000 euro. Sono cumulabili con il bonus statale, ma vanno richiesti separatamente sul portale della propria Regione e non sono garantiti a tutti. In sintesi: il bonus nazionale massimo è 11.000 euro; tutto ciò che eccede arriva dal livello regionale.
Per le microimprese che acquistano veicoli commerciali elettrici (categorie N1 e N2) il contributo è invece pari al 30% del prezzo, fino a un massimo di 20.000 euro per veicolo.
Va aggiunta una precisazione che oggi conta più di ieri: i contributi regionali seguono dotazioni proprie. L’esaurimento dei fondi statali non li azzera automaticamente, ma nemmeno li rende sufficienti da soli a coprire quelle cifre.
Chi può richiedere l’ecobonus auto elettrica
Il secondo equivoco riguarda la platea. Molti pensano che il bonus spetti a chiunque acquisti un’elettrica, ma i requisiti sono stringenti e devono coesistere tutti. Per le persone fisiche servono tre condizioni, oltre alla rottamazione.
La prima è la residenza in un’Area Urbana Funzionale (FUA), una classificazione ISTAT che comprende le città oltre i 50.000 abitanti e i comuni della loro area di pendolarismo. Le FUA sono 83 e coprono oltre 2.200 comuni, dove vive circa il 60% della popolazione. Chi non risiede in una di queste aree è escluso, anche se in possesso di tutti gli altri requisiti: secondo il Codacons, questo lascia fuori circa metà degli italiani. È possibile verificare il proprio comune sul portale ufficiale del MASE.
La seconda è il limite di ISEE pari o inferiore a 40.000 euro. La terza è il prezzo del veicolo: deve trattarsi di un’auto 100% elettrica nuova di categoria M1, con un listino non superiore a 35.000 euro più IVA (circa 42.700 euro IVA inclusa).
La rottamazione è obbligatoria?
Sì, ed è il terzo punto su cui circolano informazioni sbagliate. A differenza degli incentivi degli anni precedenti, nel 2026 non esiste un bonus senza rottamazione. Per ottenere il contributo è obbligatorio consegnare per la demolizione un veicolo termico (benzina o diesel) di categoria M1, omologato fino alla classe Euro 5.
Il veicolo da rottamare deve essere intestato al richiedente da almeno sei mesi. Inoltre, l’auto nuova acquistata deve restare intestata al beneficiario, o a un componente maggiorenne dello stesso nucleo familiare, per almeno 24 mesi: rivenderla prima fa decadere il diritto al contributo.
Attenzione a un rischio concreto in questa fase: rottamare prima di avere il voucher validato significa perdere il vecchio veicolo senza garanzia di ottenere il contributo. Con i fondi prenotati, è un ordine di operazioni che va rispettato scrupolosamente.
Perché i fondi “prenotati” non sono fondi spesi
Qui sta la differenza che quasi nessuno spiega, e che oggi è l’informazione più utile per chi sta valutando l’acquisto.
L’ecobonus è finanziato con risorse del PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 4.5). Il plafond iniziale, circa 597 milioni di euro, si è esaurito già a poche ore dall’apertura dello sportello, nell’ottobre 2025. A novembre 2025 risultavano generati oltre 55.680 voucher, ben oltre l’obiettivo iniziale di 39.000 veicoli elettrici da immatricolare.
Ma un voucher generato non è un’auto venduta. Il meccanismo prevede che ciascun voucher mantenga validità per 30 giorni dalla data di emissione: alla scadenza del periodo, come indicato sulla piattaforma stessa, l’eventuale plafond non utilizzato torna nuovamente disponibile.
Significa che una parte di quei 597 milioni risulta prenotata da persone che potrebbero non completare l’acquisto. Ogni voucher che decade libera risorse che rientrano nel sistema.
È esattamente ciò a cui allude l’avviso del MASE quando parla di fondi che torneranno nuovamente disponibili e di riattivazione immediata sulla piattaforma. Non è una formula di cortesia: è la descrizione di un meccanismo tecnico che continua a funzionare anche adesso.
Va detto con altrettanta chiarezza che questo non equivale a una promessa. I rientri di plafond sono imprevedibili nella quantità e nel momento, la platea in attesa è ampia, e il termine PNRR del 30 giugno 2026 pone un vincolo che va chiarito con le istituzioni prima di costruirci sopra un acquisto. Il punto non è che i fondi torneranno: è che la piattaforma resta l’unico luogo dove verificarlo, e che il canale non è formalmente chiuso.
Cosa fare adesso
Cosa fare:
- Consultare la pagina Plafond sulla piattaforma MASE, che espone la disponibilità in tempo reale. È l’unico dato che conta: qualsiasi guida, compresa questa, è ferma al momento in cui è stata scritta.
- Verificare il contatore fondi dell’Ecobonus MIMIT prima di dare per scontato che una fascia sia coperta.
- Controllare i portali regionali: Lombardia, Veneto e Piemonte hanno dotazioni proprie, con regole e tempistiche indipendenti da quelle statali.
- Se si firma un contratto, valutare con il concessionario l’inserimento di una condizione sospensiva legata all’effettivo riconoscimento del contributo, così che il contratto decada senza penali qualora il voucher non si concretizzi.
Cosa evitare:
- Fidarsi delle cifre riportate nelle guide online senza verificare i contatori ufficiali: diverse pagine aggiornate a maggio e giugno 2026 descrivono al presente incentivi che oggi non hanno capienza.
- Rottamare il vecchio veicolo prima che il voucher sia stato validato.
- Confondere Bonus PNRR MASE ed Ecobonus MIMIT: sono due misure distinte, con due piattaforme, due platee e due dotazioni. Non sono cumulabili sullo stesso veicolo.
- Dare per acquisito che il contributo regionale compensi l’assenza di quello statale: gli importi sono di un ordine di grandezza inferiore.
FAQ – Domande frequenti
L’ecobonus auto elettrica è ancora disponibile a luglio 2026?
No. Sulla piattaforma del MASE tutte le risorse risultano al momento prenotate, mentre il contatore dell’Ecobonus MIMIT segna zero euro su tutte le fasce, con fondi fermi all’annualità 2024. La piattaforma MASE resta però accessibile e l’avviso ufficiale indica che eventuali fondi tornati disponibili verrebbero riattivati immediatamente: la disponibilità va verificata sulla pagina Plafond, che espone il dato in tempo reale.
Quanto vale l’ecobonus per l’auto elettrica nel 2026?
L’incentivo statale è di 11.000 euro per chi ha un ISEE inferiore a 30.000 euro e di 9.000 euro per chi ha un ISEE compreso tra 30.000 e 40.000 euro. A questi importi possono aggiungersi contributi regionali, che in alcune Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte vanno da 2.000 a 4.000 euro e sono cumulabili con il bonus nazionale. Le cifre superiori a 11.000 euro che circolano online si riferiscono quasi sempre alla somma di statale e regionale, e in questa fase non corrispondono comunque a fondi statali disponibili.
Chi ha diritto all’ecobonus auto elettrica 2026?
Hanno diritto al bonus le persone fisiche residenti in un’Area Urbana Funzionale (FUA) definita dall’ISTAT, con un ISEE pari o inferiore a 40.000 euro, che rottamano un veicolo termico di categoria M1 fino a Euro 5 e acquistano un’auto 100% elettrica nuova con listino entro 35.000 euro più IVA. Tutti questi requisiti devono coesistere. Chi non risiede in una FUA è escluso, e secondo il Codacons questo riguarda circa metà degli italiani.
Perché i fondi risultano prenotati e non esauriti?
Perché un voucher generato impegna il plafond ma non equivale a un acquisto concluso. Ciascun voucher ha validità di 30 giorni dalla data di emissione: se non viene validato dal venditore entro quel termine, le risorse corrispondenti tornano disponibili sulla piattaforma. Poiché a novembre 2025 risultavano generati oltre 55.680 voucher a fronte di un obiettivo di 39.000 veicoli, una quota di prenotazioni è destinata a decadere e a rimettere in circolo il relativo plafond.
Si può avere l’ecobonus auto elettrica senza rottamare l’auto vecchia?
No. Nel 2026 la rottamazione è una condizione obbligatoria per ottenere il bonus auto elettrica. È necessario consegnare per la demolizione un veicolo termico a benzina o diesel di categoria M1, omologato fino alla classe Euro 5 e intestato al richiedente da almeno sei mesi. A differenza di alcune misure degli anni precedenti, non esiste più un contributo ridotto per chi acquista senza rottamare. In questa fase è essenziale non procedere alla demolizione prima che il voucher sia stato validato.
ATTENZIONE: Questo articolo su Ecobonus auto elettrica ha finalità informative e divulgative, non costituisce consulenza fiscale o finanziaria e non sostituisce l’informazione ufficiale. Lo stato dei fondi qui descritto è riferito alla data di aggiornamento dell’articolo e può cambiare in qualsiasi momento: la disponibilità va verificata esclusivamente sulla pagina Plafond del portale MASE e sul contatore fondi del portale MIMIT, che espongono il dato in tempo reale. Non è possibile prevedere se e quando si renderanno disponibili nuove risorse, né in quale misura: le indicazioni sul meccanismo di rientro del plafond descrivono il funzionamento tecnico della piattaforma e non costituiscono una previsione. Prima di qualunque decisione di acquisto, e in particolare prima di rottamare un veicolo, è indispensabile verificare le condizioni aggiornate sui portali ufficiali e rivolgersi al concessionario per la procedura. Fonti principali: MASE, Investimento 4.5 PNRR e Decreto Ministeriale n. 236 dell’8 agosto 2025 (GU n. 208 dell’8 settembre 2025); portale Bonus Veicoli Elettrici del MASE, avviso sullo stato delle risorse e FAQ ufficiali aggiornate al 24 giugno 2026; portale Ecobonus del MIMIT, contatore fondi; dati sulle Aree Urbane Funzionali (ISTAT, 83 FUA) e stime sull’esclusione di parte della popolazione (Codacons); dati sui voucher generati (oltre 55.680 a novembre 2025, a fronte di un obiettivo di 39.000 veicoli). L’importo statale massimo è di 11.000 euro: le cifre superiori talvolta riportate includono i contributi regionali cumulabili. Ecobonus auto elettrica.
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