Vaticano, legali famiglia Becciu: “Chat sfogo privato, irrilevanti penalmente”

Condividi questo articolo:

Roma, 26 nov.(Adnkronos) – “Con particolare riferimento alle conversazioni riportate ormai su tutti i media tra persone della famiglia Becciu o a essa vicine, si manifesta sorpresa e dispiacere per la diffusione indiscriminata di interlocuzioni prive di alcuna rilevanza esterna ma costituenti, semmai, esplicazione del patimento e dello sfogo intimo ed esclusivamente domestico tra congiunti”. Lo sottolineano gli avvocati Ivano Iai e Paola Balducci, che rappresentano Tonino Becciu e Maria Luisa Zambrano, fratello e nipote del cardinale Angelo Becciu tra i dieci imputati nel processo per lo scandalo finanziario legato alla compravendita del Palazzo londinese di Sloane Avenue.

“Si tratta, – dicono i legali in riferimento alle conversazioni in chat tra Becciu e i parenti – all’evidenza, di conversazioni di natura privata, penalmente irrilevanti e tuttora coperte dal più assoluto segreto, in quanto acquisite in procedimento penale della Procura di Sassari ancora pendente nella fase delle indagini preliminari”.

“Lungi dal poter essere processualmente usate, proprio in ragione della loro irrilevanza, dette conversazioni risultano, al contrario, inutilizzabili – e saranno presumibilmente distrutte – come prevede il codice di procedura penale. – sostengono Iai e Balducci – Nell’assistere, perciò, con sconcerto all’avvenuta loro rivelazione mediatica e davanti all’Autorità vaticana (che, per quanto risulta, ne pretenderebbe piena utilizzabilità in quella sede), si registra un’evidente intromissione nella vita privata delle persone interessate, le cui opinioni personali, nel contesto più ampio della libertà costituzionale di pensiero e di parola, risultano drammaticamente assurgere a oggetto di censura giudiziaria”.

Questo articolo è stato letto 1 volte.
Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net