Vaticano: finanziere Mincione, ‘ecco la mia verità, c’è offerta palazzo Londra da 300 mln’

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Città del Vaticano, 6 giu. (Adnkronos) –

Il finanziere italo-londinese Raffaele Mincione parla in esclusiva all’Adnkronos dell’arresto del broker Torzi e di quanto ruota intorno al famoso palazzo di Londra (che lui inizialmente trattò) oggetto di una pesantissima inchiesta dell’autorità giudiziaria vaticana. Mincione ci tiene a dire che lui non deve difendersi da nulla e che accetta di parlare perché vuole fare chiarezza una volta per tutte di fronte alle ricostruzioni giornalistiche, a suo dire, sbagliate che spesso lo tirano in ballo sull’acquisto dell’immobile nella capitale britannica. Intanto dice che la Santa Sede ha ricevuto, una decina di giorni fa, un’offerta da “300 mln” di euro da un primario developer britannico per il palazzo di Sloane Avenue, a Chelsea. Per Mincione il Vaticano con questa offerta avrebbe ancora un margine di guadagno di 23 mln rispetto al prezzo pagato inizialmente, 277 mln.

Secondo poi, ammette di conoscere Torzi, visto che ha l’ufficio vicino al suo e sono entrambi italiani a Londra, ma quello che è successo tra la Santa Sede e lui “è affar loro”. Per lui il broker molisano è solo “una controparte”. Terzo, è stato il Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede Edgar Pena Parra, lo “sceriffo scelto dal papa” (così lo definisce Mincione) a comprare l’edificio e a “scegliere” Torzi come tramite. Pena Parra, dice provocatoriamente Mincione, che fa ora verrà “arrestato” visto che è lui che ha “delegato” il broker anglo-molisano? Broker che è persino stato ritratto a fianco di papa Francesco, “ho la foto”.

Quella che segue è la trascrizione testuale di ampi passaggi della conversazione del finanziere Mincione con l’Adnkronos. Alla richiesta di un commento sull’arresto di Torzi, il finanziere italolondinese inizialmente si schermisce: “Non ho nulla da dire…”, dice.

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