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**Unesco: Padova patrimonio mondiale, sindaco ‘riconosciuto ruolo città nella storia dell’arte’** (4)

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(Adnkronos) – Il complesso dossier necessario per la presentazione della candidatura è stato curato, sviluppato e realizzato direttamente dal Comune di Padova che si è avvalso delle ottime professionalità a disposizione del Settore e dell’Assessorato alla Cultura e del consulente Giorgio Andrian. Una candidatura che ha rafforzato la sua forza e credibilità anche attraverso la significativa sinergia dell’intera città: realtà differenti, pubbliche e private, laiche e religiose, unite insieme per conservare, tutelare, valorizzare, promuovere un patrimonio storico artistico unico e per poterlo consegnare integro alle future generazioni di tutto il mondo.

Questo impegno, che è iniziato nel 1996, ha prodotto un primo risultato, nel 2018 quando Padova Urbs picta, è stata designata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco come candidatura italiana alla World Heritage List per il 2020. Icomos (International Council on Monuments and Sites), senza sollevare alcuna obiezione, lo scorso maggio ha dato una ancora più significativa forza alla candidatura, proponendo che i cicli affrescati del Trecento fossero direttamente iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale e indicando il criterio specifico di iscrizione.

Oggi, grazie a questo riconoscimento, il Veneto diviene la Regione italiana con il maggior numero di siti UNESCO e Padova una delle poche città al mondo a custodirne due. Dal 1997, infatti l’Orto Botanico dell’Università di Padova è sito Unesco. Realizzato nel 1545, è infatti il più antico orto del mondo occidentale a conservare ancora la forma e l’ubicazione delle origini, avendo mantenuto per più di cinque secoli intatta la sua missione culturale e scientifica.

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