Ucraina: think tank Ecco, ‘con risparmi e rinnovabili -50% import gas da Russia’
Milano, 3 mar. (Adnkronos) – Il contenimento dei consumi di riscaldamento ed energia elettrica e il rilancio delle fonti rinnovabili permetterebbero entro il prossimo inverno all’Italia la sostituzione del 50% dei volumi delle importazioni di gas dalla Russia e un risparmio della spesa nazionale di 14,5 miliardi di euro ai costi attuali del gas. E’ quanto rileva un’analisi di Ecco, think tank italiano per il clima. In particolare, secondo lo studio, negli usi civili la riduzione di un grado delle temperature permetterebbe un risparmio di circa il 7% di gas. E la riduzione di due gradi, unita al contenimento degli sprechi e a soluzioni di smart working, consentirebbe un potenziale di risparmio del 15% rispetto ai consumi attuali, per una riduzione dei consumi di circa 4 miliardi di metri cubi, più del doppio del potenziale promesso dalle nuove trivellazioni in Italia.
La riduzione dei consumi “è un’arma di pace che abbiamo a disposizione. Siamo stupiti che nel dibattito politico e pubblico non sia ancora emersa come tale”, spiega Luca Bergamaschi, co-fondatore e direttore esecutivo affari esteri di Ecco, contattato dall’Adnkronos. “Il risparmio e l’efficienza sono l’elemento centrale per la riduzione dei consumi di gas e hanno un grandissimo potenziale”. Ad esempio è possibile attivare il risparmio attraverso la regolazione della stagione termica, anticipando la chiusura del riscaldamento e posticipandone la riapertura, e la riduzione delle temperature nelle abitazioni e negli uffici.
“Bisogna coinvolgere i cittadini, che sono pronti a fare la loro parte, ma importante che ci sia un messaggio pubblico, una campagna per mobilitare tutti”, sottolinea Bergamaschi, che si dice sorpreso “dalla totale assenza nel dibattito pubblico e politico, sia nel governo che fra i partiti, degli aspetti di risparmio ed efficienza”.
Cambiare abitudini e stili di vita “richiede tempo, ma lo scenario della guerra pone ognuno di noi di fronte a questa realtà. Ora c’è una consapevolezza maggiore”, spiega il co-fondatore e direttore esecutivo affari esteri di del think tank. In questo senso anche il Superbonus al 110% “va rivisto, l’incentivo che dà alle caldaie a gas è un autogol”. Per Ecco la sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore incrementa l’efficienza del sistema di riscaldamento. E la loro sostituzione nel 10% delle abitazioni permetterebbe un risparmio di circa un miliardo di metri di gas.
Per Bergamaschi anche “tenere artificiosamente i prezzi bassi, come fatto negli ultimi anni con le nostre politiche sul gas, ha provocato danni. La logica deve cambiare, ci devono essere segnali sul prezzo che inducano i cittadini a risparmiare, proteggendo ovviamente le fasce più vulnerabili sia dei cittadini che delle imprese”. In questo senso “rivedere tutte le tariffe avrebbe un impatto molto importante sull’attivazione del risparmio”.
Altri interventi per tagliare l’import di gas dalla Russia sono lo sviluppo di impianti fotovoltaici sugli edifici., la diffusione delle rinnovabili nel settore industriale, il risparmio nel settore industriale, aumentando l’efficienza energetica attraverso il Pnrr, e la riduzione del consumo di gas nei trasporti. “Nella tragedia in Ucraina abbiamo l’opportunità di cambiare il paradigma. Nel tempo e con maggiori risparmi e le rinnovabili abbiamo la possibilità di sganciarci dalla dipendenza estera, anche oltre la Russia”, conclude Bergamaschi.

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