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Turismo: vacanze estive in stallo, in tre mesi il covid brucia 11 miliardi di euro (2)

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(Adnkronos) – Tratteggia una situazione “ancora fortemente incerta” anche Ivana Jelinic, presidente di Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo. “Iniziano ad esserci le prime richieste di informazione – spiega all’Adnkronos – ma la gente ancora non sta prenotando per il periodo estivo, perché con il prolungarsi dei divieti e l’incertezza sulle riaperture le persone sono molto preoccupate e titubanti. Non siamo davanti a un ritorno alla prenotazione selvaggia”. L’anno scorso, precisa Jalinic, la stagione estiva è stata parzialmente recuperata sul fronte nazionale: “Immaginiamo che sia simile ma il vero boom è segnato dagli appartamenti e dalle case vacanza – fa sapere -. E’ l’unico segmento che sta registrando un andamento fortemente favorevole. Inoltre, nonostante ci sia stata un’impennata incredibile dei costi, anche di 3-4 volte rispetto al pre-Covid, le case vacanza vanno letteralmente a ruba”.

Gli italiani, aggiunge la numero uno di Fiavet, “evidentemente percepiscono l’affittare una casa intera come elemento più sicuro per andare in vacanza”. Quanto alla nazionalità di chi prenota, al momento si parla di un turismo prevalentemente domestico. “Non sappiamo quali saranno gli accordi bilaterali con i governi degli altri Paesi – rimarca Jalinic – e gli stranieri che potranno entrare nel nostro territorio. Basti pensare però che il 52% del turismo è costituito da stranieri, per noi è un tassello determinante”. Tra le mete favorite restano in cima quelle balneari e in particolare consolidano le richieste per le destinazioni marittime, mentre le città d’arte continuano a subire un blocco “enorme”.

La paura per il Covid non sembra voler lasciare le grandi città. “Stiamo perdendo 14 milioni di turisti a trimestre – osserva Jelinic – nel periodo di riferimento aprile-giugno, bruciando la bellezza di 11 miliardi di euro”. Nel 2020 si sono perse 232 milioni di presenze, circa un 53% in meno rispetto al 2019. “Il vero tema – spiega ancora Jelinic – sarà capire come i turisti italiani si muoveranno nelle Regioni italiane. Quelle del Sud sono le destinazioni preferite, assieme all’Emilia Romagna e alle coste liguri. Quest’anno dovremmo vedere quanto inciderà l’evoluzione pandemica e i colori che saranno assegnati alle Regioni”.

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