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Turismo: vacanze estive in stallo, in tre mesi il covid brucia 11 miliardi di euro (3)

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(Adnkronos) – Parla di uno scenario “molto incerto” anche Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria: “Questa incertezza uccide le aziende – spiega all’Adnkronos – perché non ci sono prenotazioni, nessuno sa se può programmare le vacanze. Se l’anno scorso ci avessero detto di augurarci di una stagione come quella che abbiamo avuto ci saremmo messi a ridere ma ora è quello che speriamo di fare. Non sappiamo neanche se replicheremo la stagione dell’anno scorso, quindi la situazione è davvero molto tragica. 11 miliardi in fumo in tre mesi? Potrebbe essere ancora peggio”.

Il rischio, spiega Lalli, è anche che l’offerta possa venir meno: “Molte aziende sono con le casse vuote da mesi – fa notare – e senza neanche le caparre delle prenotazioni che di solito arrivano in queste settimane potrebbe essere anche peggio. Nel 2020 abbiamo perso 70 miliardi di euro e ci sono alcune Regioni, come la Puglia, che tra maggio e settembre fatturano l’80% della loro entrata turistica”. A far tremare i polsi agli addetti ai lavori è anche il numero delle persone che lavorano nell’ospitalità: “Gli stagionali nel turismo sono un numero significativo – spiega Lalli – parliamo di 500mila persone che hanno acquisito un know how, che sono rimaste a casa l’anno scorso e che rischiano di fare la stessa fine anche quest’anno”.

Nel 2018 la Commissione europea ha stimato che in Italia il turismo vale circa il 15% della forza lavoro e stando ai dati di Confturismo il numero degli addetti ai lavori del settore (che comprende tutto l’indotto) è pari a 1,5 milioni di persone, di cui 500mila lavoratori stagionali. L’anno scorso l’associazione ha stimato che a rischiare di perdere il posto era circa 1 milione di lavoratori. Ma in pericolo sono anche le aziende: “Sono preoccupato per chi da un anno è in cassa integrazione e quando finirà rischia di non lavorare più, come i tour operator o chi lavora in albergo – afferma all’Adnkronos il presidente di Confturismo, Luca Patanè -. I dati che abbiamo ad oggi parlano di 17 milioni di italiani che da marzo a giugno non andranno in vacanza e la situazione si ripropone tale e quale rispetto all’anno scorso. Anche se anche l’estate si lavorasse 50 giorni come è stato per la stagione passata non si risolverebbe nulla”.

Nel 2020, osserva Patanè, sono mancati 77,5 milioni di turisti e ci sono stati 36 milioni di viaggi di italiani all’estero in meno. “In termini economici – osserva Patanè – si stimano 100 miliardi bruciati nel 2020 rispetto al 2019. Giugno, luglio, agosto e settembre saranno importanti per capire come sarà possibile andare in vacanza. Aprile e maggio sono azzerati, così come i mesi invernali. Speriamo che giugno migliori se acceleriamo con i vaccini e con il passaporto vaccinale”. (di Federica Mochi)

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