Superbonus: Miceli (Cnappc), ‘Antitrust in campo? Certo, si rischia crisi più grave del 2008’
Milano, 15 ott. (Adnkronos) – ”Con la spirale dei prezzi attuali è chiaro che ci sono speculazioni e il rischio è che una volta finito il superbonus, nel 2023 tutta la filiera legata all’edilizia, dalle imprese ai produttori ai tecnici e ai professionisti si vedrà risucchiata in una spirale di perdite, e riprenderà il circolo negativo di crisi antecedente al superbonus”. Così Francesco Miceli, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, interviene dopo la richiesta del presidente dell’Ance Gabriele Buia che chiede l’intervento dell’Antitrust per evitare che con l’aumento delle materie prime vi siano speculazioni con ripercussioni negative sul settore edilizio nel lungo termine.
”Quando legno e ferro aumentano di prezzo a questi ritmi -dice all’Adnkronos- è chiaro che ci troviamo di fronte a manovre speculative, anche internazionali. Ben venga l’antitrust per vigilare sulla correttezza del mercato. Solo quelle imprese che hanno fatto investimenti in materiali prima degli aumenti sono al riparo. Gli altri soffrono una forte distorsione del mercato con aumenti a cascata su tutto”.
Secondo l’architetto per evitare di tornare alla crisi iniziata nel 2008 ”bisognerebbe programmare gli incentivi con tempi più lunghi e non fermare tutto di botto. Si rischia una crisi maggiore. Servirebbe poi maggiore chiarezza nelle procedure. Purtroppo la macchina degli incentivi si è messa in moto in ritardo. Come quella delle facciate che scade il 31 dicembre. Andrebbe prorogata. E’ un errore non farlo”.

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