Sea: perso l’86% del traffico, società chiede più spazio nel recovery plan

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Milano, 3 mar. (Adnkronos) – Il governo dedichi uno spazio importante e adeguato a un comparto che rappresenta il 4% del pil italiano e che contribuisce a movimentare il 10-12% del pil prodotto dal turismo o gli aeroporti non saranno in grado di sviluppare i piani di investimento. E’ dalla Sea, società che gestisce gli scali di Malpensa e Linate che parte l’invito al governo a disegnare una strategia per il comparto che tenga conto della funzione di driver primario per gli altri comparti.

”Le nostre stime -spiega all’Adnkronos Alessandro Fidato, chief operting officer di Sea- erano che si tornasse ai valori precovid a fine 2024, ma adesso appaiono molto ottimistiche. Nel 2020 abbiamo perso il 73% del traffico e da 38 milioni siamo scesi a 9 milioni e mezzo”. Una situazione che mette in crisi la gestione di infrastrutture così complesse considerato che i costi fissi, per quanto ridotti all’osso, non si possono sopprimere completamente. ”siamo un servizio pubblico essenziale e non possiamo chiudere, la situazione è grave. L’anno scorso abbiamo bruciato 200 mln, i soldi che arriveranno, 90 milioni, ci aiuteranno a sopravvivere per un periodo limitato”.

In gioco ci sono oltre 30 mila posti di lavoro e i piani di sviluppo. ”abbiamo dovuto ridurre drasticamente i nostri investimenti. Se nel recovery plan non troveremo spazio adeguato e importante, non riusciremo a fare gli investimenti programmati”. Sulla gestione dei fondi europei Sea si aspetta risposte più incisive: ”in altri paesi – spiega Fidato – il governo intende utilizzare i fondi anche per gli investimenti degli aeroporti. E da noi gli investimenti in tecnologia e sostenibilità sono fermi. Questi fondi europei potrebbero rimetterli in moto, senza fondi non saremo in grado di farli”. Eppure gli aeroporti, sottolinea il manager ”sono svolgono funzioni fondamentali, anche per lo stesso turismo”. Per questo è salutata positivamente la decisione di ampliare i voli covid tested Sea. ”oggi Milano, ma così anche le altre città, è scollegata dal resto del mondo. Si viaggia solo per lavoro, non per turismo. Noi abbiamo fatto due sperimentazioni importanti, una sulla tratta Milano-Linate-Fiumicino e una sulla tratta intercontinentale con la Neos per Nanchino. E attiveremo altri voli covid tested, perché funzionano: in arrivo i casi di positività sono solo dell’1 per mille. Un valore quasi a zero. vuol dire che viaggiare è molto più sicuro che girare per le città e chi viaggia è in buona salute”.

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