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Scuola: il caso, studenti delle internazionali in Italia sconosciuti ad anagrafe scolastica (2)

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(Adnkronos) – Due da un punto di vista normativo sono i principali riferimenti per le scuole estere operanti in Italia: la ‘Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europea’, nota anche con la dizione sintetica di Convenzione di Lisbona, approvata nel 1997 nella capitale portoghese e ratificata in Italia con la legge 11 luglio 2002, n. 148; e la “Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea per la promozione del mutuo riconoscimento automatico dei titoli della formazione superiore e titoli finali di scuola secondaria superiore e dei risultati dei periodi di studio svolti all’estero”, approvata nel novembre 2018. Stabiliscono un principio: se un titolo consente l’accesso alla formazione superiore in uno stato membro, lo stesso titolo consente l’accesso anche negli altri paesi dell’Unione, fatta salva l’autonomia delle istituzioni di formazione superiore di stabilire i propri requisiti di ammissione.

In base a questi riferimenti, non è obbligatorio né necessario dunque per gli studenti delle scuole internazionali sostenere esami di stato italiani dato che addirittura l’accesso alla nostra stessa università statale può avvenire direttamente dopo il conseguimento dell’Ib (International Baccalaureate), previsto in un folto numero di scuole internazionali di lingua inglese in Italia; o anche dopo il Baccalaureate francese, che si consegue presso i numerosi istituti scolastici francesi dell’Aefe (Agenzia per l’insegnamento francese all’estero) sparsi in Italia tra Roma, Napoli, Milano, Torino, Firenze; o al termine del triennio superiore della Scuola Germanica (Deutsche Schule) di Genova, Milano e Roma, il cui diploma di maturità abilita sia allo studio universitario in Italia che in Germania; o al termine degli studi in alcuni istituti come la British School di Milano, la St. George’s British International School e la New School con sedi a Roma, riconosciuti nel Regno Unito e per i quali nel 1996 è stato sancito il reciproco riconoscimento ai fini dell’ammissione all’università; o il liceo Cervantes a Roma riconosciuto in Spagna; o la scuola Svizzera a Roma ed a Milano e così via.

Il mondo delle scuole internazionali in Italia, registrate in elenchi territoriali tenuti presso gli Uffici scolastici regionali, è infatti molto variegato: Ci sono quelle che seguono il sistema di istruzione di un paese o quelle a curriculum misto che integra più modalità didattiche. “Il nostro diploma è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione italiano”, confermano dalla Marymount dove è possibile conseguire l’Ib e che segue il sistema di classificazione americano e fa parte del Global Network of Rshm Schools comprensivo di 19 scuole nel mondo.

“L’esame di Stato italiano da privatista è una scelta nella maggioranza dei casi per gli studenti delle scuole internazionali”, spiega un genitore italiano del Lycee Chateaubriand che ospita oltre 1500 studenti dall’asilo al liceo e dove non si contano le famiglie italiane pazientemente in lista di attesa per iscrivere i loro figli. Poco importa se questi ragazzi saranno invisibili all’Anagrafe: le scuole internazionali restano gettonatissime. Il Marymount, che ospita circa 850 allievi, conferma: “le richieste sono aumentate moltissimo negli ultimi anni”. E questo anche nonostante la pandemia.

(di Roberta Lanzara)

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