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Salute, Iezzi (AbbVie): “Impegnati per migliorare qualità vita pazienti reumatologici”

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Roma, 17 mag. (Adnkronos Salute) – “AbbVie è impegnata da anni nel cercare soluzioni innovative per avere un impatto significativo sulla vita dei pazienti. Non solo nella ricerca e sviluppo di opzioni terapeutiche innovative per le persone che convivono con malattie reumatologiche come la spondilite anchilosante, ma anche nei programmi di supporto come la campagna ‘Non voltargli la schiena’ che si propone di favorire una corretta informazione e ridurre il tempo di diagnosi per tutte quelle persone che soffrono di mal di schiena infiammatorio e non ne sono ancora consapevoli, accelerando il percorso verso una migliore qualità di vita, senza dolore”. Così Annalisa Iezzi, Direttore medico di AbbVie, intervenendo all’evento ‘Non voltargli la schiena – conoscere e comunicare la spondilite anchilosante’, organizzato a Milano da Abbvie per presentare la seconda edizione della campagna di informazione e sensibilizzazione ‘Non voltargli la schiena” (Don’t Turn Your Back On It), iniziativa internazionale sviluppata dall’azienda in collaborazione con associazioni di pazienti e specialisti di tutta Europa. In Italia, la campagna è condotta con l’Associazione nazionale malati reumatici Anmar Onlus.

In Italia si stima che 1 persona su 5 soffra di mal di schiena lombare per almeno 3 mesi, identificabile quindi come cronico – riporta una nota -. Il mal di schiena infiammatorio colpisce circa il 3% della popolazione e si presenta con queste caratteristiche: esordio in giovane età, tra i 20 e i 30 anni, con dolore graduale che non migliora a riposo ma solo con l’esercizio fisico. Non solo: il dolore normalmente è associato a rigidità mattutina che dura più di 30 minuti mentre quello notturno è spesso causa di risveglio nella seconda metà della notte.

I due tipi di mal di schiena – meccanico e infiammatorio – possono avere sintomi simili e inoltre potrebbero coesistere, per questo è spesso difficile per il paziente distinguerli. È quindi importante consultare un medico – raccomandano gli esperti – che sulla base della sintomatologia e di eventuali esami di approfondimento diagnostico, riuscirà a caratterizzare la causa sottostante al mal di schiena e quindi intraprendere, se necessario un adeguato percorso terapeutico.