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Fotovoltaico su parcheggi invece che su campi agricoli in evidenza

Fotovoltaico sui campi o nei parcheggi: cosa dice davvero la normativa italiana

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di Redazione Ecoseven – 03/07/2026

Fotovoltaico sui campi o nei parcheggi.

Fotovoltaico sui campi o nei parcheggi? In Italia gli impianti fotovoltaici a terra occupano oggi circa 18.837 ettari, pari al 20,3% di tutto il nuovo consumo di suolo registrato nel 2024, secondo l’ultimo rapporto ISPRA-SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”. Nel frattempo restano ancora disponibili fino a 1.137 km² di tetti e coperture edificate che potrebbero ospitare pannelli senza consumare un metro quadro di terreno libero — parcheggi compresi. La legge italiana comincia a tenerne conto, ma sui parcheggi, a differenza di altri paesi europei, è ancora indietro.

Quanto suolo occupa oggi il fotovoltaico a terra in Italia?

Secondo i dati del Sistema Nazionale Protezione Ambiente (SNPA), elaborati nel rapporto ISPRA sul consumo di suolo 2025 (riferito ai dati 2024), gli impianti fotovoltaici installati a terra occupano complessivamente circa 18.837 ettari (188,37 km²), per una potenza stimata di 11.080 MW. La distribuzione regionale è molto concentrata: la Puglia da sola ospita 5.245 ettari, circa il 28% del totale nazionale, seguita da Lazio (2.046 ettari) ed Emilia-Romagna (1.864 ettari). Nel solo 2024, i nuovi impianti a terra hanno rappresentato il 20,3% di tutto il consumo di suolo registrato in Italia — una quota rilevante, se si considera che comprende anche edifici, infrastrutture e aree logistiche.

Perché si dice che ci sarebbe spazio sufficiente senza toccare i campi?

Lo stesso rapporto ISPRA stima fino a 1.137 km² di superficie edificata — tetti, capannoni industriali, aree di servizio — ancora sfruttabile per il fotovoltaico senza alcun consumo di suolo aggiuntivo. Elettricità Futura, l’associazione delle imprese elettriche, ha calcolato che per realizzare gli 85 GW di rinnovabili necessari al 2030 per gli obiettivi del piano REPowerEU basterebbe lo 0,3% del suolo nazionale — una superficie inferiore a un terzo di quella oggi occupata solo da piazzali e parcheggi in Italia. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) indica esplicitamente come priorità “lo sfruttamento delle superfici di strutture edificate (tetti, capannoni industriali e parcheggi), aree e siti oggetto di bonifica, cave e miniere cessate” prima del ricorso al suolo agricolo.

Cosa dice la legge italiana sul fotovoltaico sui campi o nei parcheggi

Il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, che recepisce la direttiva europea RED III, stabilisce che gli impianti fotovoltaici installati a terra non concorrono al raggiungimento delle quote obbligatorie di rinnovabili previste per gli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione rilevante. La norma richiede che i pannelli siano collocati sopra l’edificio (tetto, facciate), integrati nella struttura, oppure sulle pertinenze — tra cui rientrano esplicitamente le tettoie dei parcheggi e le pergole fotovoltaiche. L’obbligo si applica ai titoli edilizi presentati a partire dal 3 agosto 2026.

A livello europeo, la direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), il cui recepimento in Italia è atteso nel corso del 2026, prevede che entro dicembre 2029 i pannelli solari debbano essere installati su tutti i nuovi parcheggi coperti fisicamente adiacenti agli edifici in tutta l’Unione Europea.

L’Italia è indietro rispetto ad altri paesi UE sui parcheggi fotovoltaici

Mentre l’obbligo europeo sui parcheggi riguarda ancora un orizzonte 2029, altri paesi si sono mossi prima:

Paese Misura Stato
Germania 5 Länder impongono il fotovoltaico sui nuovi parcheggi; sussidi EEG 2023 per gli impianti entrati in funzione dal 2023 In vigore
Francia Obbligo di copertura fotovoltaica per parcheggi di grandi dimensioni dal 2023 In vigore, parzialmente allentato nel 2024
Slovenia Obbligo di pannelli solari su edifici di nuova costruzione, ampliamenti e coperture, incluse alcune aree di parcheggio In vigore dal 2023
Italia Nessun obbligo specifico sui parcheggi scoperti; disegno di legge del senatore Antonio Trevisi (Forza Italia, aprile 2024) su incentivi fiscali e semplificazioni per le pensiline solari Fermo in commissione

In Italia, Legambiente ha incluso l’obbligo di fotovoltaico su tutti i parcheggi di superficie tra le dieci proposte del report “Scacco matto alle rinnovabili 2025”, ma la misura non è ancora legge.

Cosa significa realmente

  • Chi costruisce o ristruttura oggi un edificio pubblico o commerciale con titolo edilizio presentato dal 3 agosto 2026 dovrà rispettare le quote minime di rinnovabili del D.Lgs. 5/2026, e potrà farlo installando pannelli sulle tettoie del proprio parcheggio pertinenziale — un impianto a terra separato non basterebbe a soddisfare l’obbligo.
  • Chi gestisce grandi aree di parcheggio (centri commerciali, aree industriali, parcheggi scambiatori) non ha ancora un obbligo di legge in Italia, a differenza di quanto già avviene in Germania, Francia e Slovenia — ma la direttiva EPBD renderà l’installazione obbligatoria entro fine 2029 per i nuovi parcheggi coperti adiacenti a edifici.
  • Per i grandi impianti a terra su terreno agricolo, la normativa nazionale privilegia già, sulla carta, il ricorso a tetti e aree già impermeabilizzate; dove il suolo agricolo resta necessario, l’agrivoltaico — che permette di continuare la coltivazione o il pascolo sotto i pannelli — è l’opzione indicata come meno impattante rispetto al fotovoltaico a terra tradizionale.
  • Dal punto di vista della quantità di suolo, i numeri ISPRA mostrano che il problema non è la mancanza di spazio sufficiente in assoluto, ma la sua allocazione: superfici già impermeabilizzate come i parcheggi restano oggi sotto-utilizzate rispetto al loro potenziale.

FAQ – Domande frequenti

È vero che in Italia manca spazio per il fotovoltaico senza toccare i campi agricoli?

No. Secondo le stime di Elettricità Futura, gli 85 GW di rinnovabili necessari al 2030 richiederebbero solo lo 0,3% del suolo nazionale, una superficie inferiore a un terzo di quella oggi occupata da piazzali e parcheggi. ISPRA stima inoltre fino a 1.137 km² di tetti e coperture edificate ancora sfruttabili.

I pannelli fotovoltaici a terra contano per gli obblighi di legge sugli edifici?

No. Il D.Lgs. 5/2026, che recepisce la direttiva RED III, esclude esplicitamente gli impianti installati a terra dal calcolo delle quote minime obbligatorie di rinnovabili per gli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione rilevante: i pannelli devono essere sul tetto, integrati nell’edificio o sulle sue pertinenze, come le tettoie dei parcheggi.

Da quando è obbligatorio il fotovoltaico sui parcheggi in Italia?

Non esiste ancora un obbligo specifico sui parcheggi scoperti in Italia. A livello europeo, la direttiva EPBD prevede che entro dicembre 2029 i pannelli solari siano installati su tutti i nuovi parcheggi coperti fisicamente adiacenti agli edifici; il suo recepimento nell’ordinamento italiano è atteso nel corso del 2026.

Quanto suolo occupa oggi il fotovoltaico a terra in Italia?

Circa 18.837 ettari secondo il rapporto ISPRA-SNPA sul consumo di suolo 2025 (dati 2024), pari al 20,3% di tutto il nuovo consumo di suolo registrato in Italia in quell’anno. La Puglia è la regione con la maggiore estensione di impianti a terra (5.245 ettari).

L’agrivoltaico è una soluzione diversa dal fotovoltaico a terra tradizionale?

Sì. L’agrivoltaico prevede strutture che permettono di continuare l’attività agricola o di allevamento sotto o tra i pannelli, a differenza del fotovoltaico a terra convenzionale che occupa il terreno in modo esclusivo. È indicato dal PNIEC come opzione preferibile quando il ricorso al suolo agricolo è comunque necessario.

In breve

Il fotovoltaico a terra in Italia occupa già circa 18.837 ettari e nel 2024 ha rappresentato il 20,3% del nuovo consumo di suolo nazionale, ma i dati ISPRA ed Elettricità Futura mostrano che non manca spazio alternativo: tetti e coperture edificate potrebbero ospitare fino a 1.137 km² di pannelli. La normativa italiana (D.Lgs. 5/2026) esclude già gli impianti a terra dal calcolo degli obblighi di rinnovabili sugli edifici, privilegiando tetti e pertinenze come le tettoie dei parcheggi. Sui parcheggi scoperti, però, l’Italia non ha ancora un obbligo specifico come Germania, Francia e Slovenia: dovrà introdurlo entro il recepimento della direttiva EPBD, che impone pannelli sui nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici entro dicembre 2029.

ATTENZIONE: Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce una consulenza tecnica o legale per la progettazione di impianti fotovoltaici o la verifica degli obblighi normativi applicabili a un caso specifico. Fonti principali: ISPRA-SNPA, rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici 2025” (dati 2024); Elettricità Futura, stime su fabbisogno di suolo per gli obiettivi REPowerEU al 2030; D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5 (recepimento direttiva RED III); direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive); PNIEC — Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima; Legambiente, report “Scacco matto alle rinnovabili 2025”.

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