Coloranti alimentari: perché Nestlé e Mars li stanno eliminando (e cosa dice davvero la scienza)
di Redazione Ecoseven – 03/07/2026

Nestlé ha completato l’eliminazione dei coloranti alimentari sintetici da tutti i prodotti venduti negli Stati Uniti e punta a farlo su scala globale entro la fine del 2026; Mars sta riformulando prodotti storici come le M&M’s per lo stesso motivo. Dietro questa svolta non c’è però una nuova prova scientifica di pericolosità: i coloranti artificiali autorizzati in Europa restano, ad oggi, valutati sicuri dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). La spinta arriva soprattutto dagli Stati Uniti, dove pressione politica e domanda dei consumatori si sono mosse più rapidamente della scienza.
Perché Nestlé e Mars stanno eliminando i coloranti alimentari artificiali
Il Chief Technology Officer di Nestlé, Stefan Palzer, ha dichiarato a Reuters che l’azienda ha completato la riformulazione di tutte le ricette destinate al mercato statunitense, raggiungendo l’obiettivo fissato per la metà del 2026, e punta a estendere il cambiamento a tutti i prodotti nel mondo entro fine anno. In Italia molti prodotti Nestlé — Smarties, KitKat, Baci Perugina, Galak, Lion — già non contengono coloranti sintetici o non ne hanno mai avuto bisogno: i colori degli Smarties, per esempio, derivano oggi da curcuma, spirulina, barbabietola, cartamo e caroteni.
Mars, dal canto suo, sta modificando alcuni dei suoi prodotti più riconoscibili, come le caramelle di cioccolato M&M’s, note proprio per i colori accesi ottenuti storicamente con coloranti sintetici.
La spinta arriva più dalla politica che dalla scienza
Il cambiamento nasce soprattutto dal contesto statunitense. Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha reso l’eliminazione degli additivi sintetici — coloranti compresi — uno dei cardini della sua campagna “Make America Healthy Again”. La Food and Drug Administration (FDA), sostenuta dall’amministrazione, ha avviato un piano per eliminare gradualmente otto coloranti sintetici di origine petrolchimica (tra cui il Red 40/E129, il Yellow 5/E102 e il Yellow 6/E110) entro la fine del 2026. Il commissario FDA Marty Makary ha parlato di bambini americani cresciuti “immersi in una zuppa tossica di sostanze chimiche sintetiche” — un’affermazione a effetto, ma che non corrisponde a un nuovo verdetto scientifico definitivo: gli stessi coloranti restano, per ora, autorizzati anche nell’Unione Europea.
Un colorante naturale è davvero più sicuro di uno artificiale?
Qui si annida il mito da correggere: l’origine di un colorante — naturale o di sintesi — non è di per sé un indicatore di sicurezza o tossicità. Nell’Unione Europea ogni colorante alimentare, sia esso naturale o artificiale, deve superare una valutazione di sicurezza da parte dell’EFSA prima di poter essere autorizzato ed è soggetto a dosi massime d’uso e obbligo di etichettatura. Alcuni coloranti sintetici, come la tartrazina (E102), il giallo tramonto FCF (E110) e il rosso allura AC (E129), restano quindi legalmente ammessi in Europa, seppur con un vincolo particolare: la normativa UE impone su questi specifici coloranti un’etichetta di avvertenza — “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” — introdotta dopo lo studio dell’Università di Southampton (pubblicato su The Lancet nel 2007) che aveva rilevato una possibile correlazione, non una prova definitiva di causalità, tra il consumo di alcuni coloranti sintetici e l’iperattività in bambini predisposti.
Un esempio di come la distinzione naturale/artificiale sia spesso più commerciale che scientifica: il colorante rosso ottenuto dalla cocciniglia, un insetto macinato, è “naturale” ma non per questo automaticamente privo di controindicazioni (può causare reazioni allergiche in soggetti sensibili), mentre diversi coloranti di sintesi hanno superato decenni di valutazioni tossicologiche senza che venisse dimostrata una cancerogenicità nell’uomo.
Un caso diverso, e istruttivo, è quello del biossido di titanio (E171), un colorante bianco un tempo diffuso: l’EFSA lo ha rivalutato e nel 2021 ha concluso che non può più essere considerato sicuro come additivo alimentare, portando al suo divieto nell’Unione Europea. È un esempio di come il sistema europeo possa arrivare a un divieto — ma sulla base di una nuova valutazione del rischio, non di una preferenza generica per il “naturale“.
Cosa significa concretamente per chi fa la spesa
- La dicitura “senza coloranti artificiali” non equivale automaticamente a “più sicuro”: significa solo che il colore del prodotto deriva da fonti naturali, non che il prodotto nel suo complesso sia più salutare.
- Il vero indicatore da guardare è il grado di trasformazione dell’alimento, non la sola presenza di un colorante: caramelle, snack e bevande gassate restano prodotti da consumare con moderazione indipendentemente dal tipo di colorante usato.
- In Italia la legge vieta già l’uso di coloranti per una serie di alimenti considerati “sensibili”: pane, pasta, riso, zucchero, miele, oltre a carne, pesce e olio, che devono essere commercializzati nel loro colore naturale.
- Chi vuole limitare l’esposizione ai coloranti sintetici con etichetta di avvertenza (tartrazina E102, giallo tramonto E110, rosso allura E129 e altri) può semplicemente controllare la lista ingredienti: la legge UE obbliga a indicarli con nome o numero E.
- Dal punto di vista regolatorio, l’Europa è già più restrittiva degli Stati Uniti pre-riforma: molti dei coloranti oggi messi al bando oltreoceano erano già vietati o fortemente limitati nell’UE.
FAQ – Domande frequenti
I coloranti alimentari artificiali fanno male alla salute?
Non esiste una prova scientifica definitiva di cancerogenicità nell’uomo per i coloranti sintetici autorizzati in UE. L’unico effetto documentato con una certa consistenza riguarda una possibile relazione, evidenziata dallo studio di Southampton (2007), tra alcuni coloranti sintetici e un aumento dell’iperattività in bambini predisposti — motivo per cui questi specifici coloranti devono riportare in etichetta un’avvertenza dedicata.
Un colorante naturale è sempre più sicuro di uno artificiale?
No. La sicurezza di un colorante dipende dalla valutazione tossicologica condotta dalle autorità competenti (in Europa, l’EFSA), non dalla sua origine naturale o sintetica. Alcuni coloranti naturali possono comportare rischi propri, come reazioni allergiche, mentre diversi coloranti sintetici hanno superato decenni di valutazioni di sicurezza.
Perché Nestlé e Mars stanno eliminando i coloranti alimentari sintetici proprio ora?
La scelta risponde principalmente alla pressione politica e regolatoria negli Stati Uniti, guidata dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e dal piano della FDA per eliminare otto coloranti sintetici entro fine 2026, oltre alla crescente richiesta dei consumatori di etichette con ingredienti “riconoscibili”. Non deriva da una nuova evidenza scientifica di pericolosità confermata nell’uomo.
Quali coloranti sintetici devono avere l’etichetta di avvertenza in Europa?
Tra i principali figurano la tartrazina (E102), il giallo tramonto FCF (E110) e il rosso allura AC (E129): la normativa UE impone su questi coloranti l’indicazione “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”.
Quali alimenti non possono contenere coloranti alimentari per legge in Italia?
La normativa italiana vieta l’uso di coloranti per alimenti considerati non lavorati o particolarmente sensibili: pane, pasta, riso, zucchero, miele, oltre a carne, pesce e olio, che devono essere venduti nella loro colorazione naturale.
In breve
Nestlé completerà l’eliminazione globale dei coloranti alimentari entro fine 2026, seguita da Mars su alcuni prodotti storici. La spinta arriva soprattutto dalla politica statunitense (piano FDA sostenuto da Robert F. Kennedy Jr.) e dalla domanda di etichette più semplici, non da una nuova prova scientifica di pericolosità: in Europa i coloranti sintetici autorizzati restano valutati sicuri dall’EFSA, con l’eccezione di casi come il biossido di titanio, bandito dopo una rivalutazione del rischio. L’origine naturale o artificiale di un colorante non è di per sé un indicatore di sicurezza: conta la valutazione tossicologica caso per caso.
ATTENZIONE: Questo articolo sui coloranti alimentari ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un medico o di un nutrizionista. Le informazioni sulla sicurezza degli additivi alimentari sono soggette ad aggiornamento sulla base di nuove valutazioni scientifiche; per l’elenco aggiornato dei coloranti autorizzati in UE e il loro stato di valutazione si rimanda al portale ufficiale EFSA. Fonti principali: dichiarazioni di Stefan Palzer (CTO Nestlé) a Reuters, giugno 2026; EFSA, pagina tematica “Coloranti alimentari”; studio McCann et al., “Food additives and hyperactive behaviour in 3-year-old and 8/9-year-old children in the community: a randomised, double-blinded, placebo-controlled trial”, The Lancet, 2007 (Università di Southampton); rivalutazione EFSA del biossido di titanio (E171), 2021.
additivi, alimentazione, coloranti alimentari, efsa, Mars, miti alimentari, Nestlè
