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Prezzi carburanti 23 luglio 2026

Prezzi carburanti giovedì 23 luglio 2026: il gasolio supera 2,10 euro in tutte le regioni

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di Redazione Ecoseven – 23/07/2026

Prezzi carburanti 23 luglio 2026

In breve,

i prezzi carburanti 23 luglio 2026 segnano un rincaro netto: il gasolio self service guadagna in media 6 centesimi al litro in appena cinque giorni e supera i 2,10 euro in tutte le regioni italiane, mentre la benzina si avvicina ai 2 euro nelle aree più care. I dati regionali del MIMIT aggiornati a oggi mostrano un movimento uniforme su tutto il territorio, senza una sola regione in controtendenza. Ecco i valori regione per regione, quanto è cresciuta davvero la spesa per un pieno e come verificare il prezzo del distributore sotto casa.

Il rialzo di questi giorni non è un aggiustamento marginale. Confrontando la rilevazione ministeriale del 23 luglio 2026 con quella del 18 luglio, il gasolio self service risulta in aumento in tutte e ventuno le medie regionali pubblicate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con incrementi compresi tra 5,5 e 6,9 centesimi al litro. Per la benzina l’aumento è più contenuto ma altrettanto generalizzato: tra 2,0 e 3,0 centesimi. Nessuna regione registra un calo, nemmeno di un millesimo.

Prezzi carburanti oggi 23 luglio 2026: i prezzi medi regionali

I valori che seguono sono le medie aritmetiche su base regionale calcolate dal MIMIT sui prezzi comunicati dagli esercenti che operano fuori dalla rete autostradale, aggiornate al 23 luglio 2026. Per benzina e gasolio il riferimento è la modalità self service, per GPL e metano la modalità servito.

Regione Gasolio self Benzina self GPL servito Metano servito
Abruzzo 2,135 1,959 0,767 1,527
Basilicata 2,151 1,973 0,744 1,530
Bolzano (PA) 2,183 1,993 0,859 1,730
Calabria 2,157 1,974 0,800 1,693
Campania 2,149 1,958 0,708 1,541
Emilia Romagna 2,139 1,949 0,732 1,549
Friuli Venezia Giulia 2,172 1,977 0,730 1,584
Lazio 2,128 1,946 0,730 1,675
Liguria 2,138 1,960 0,851 1,568
Lombardia 2,137 1,949 0,724 1,555
Marche 2,119 1,939 0,772 1,537
Molise 2,144 1,974 0,793 1,531
Piemonte 2,136 1,950 0,727 1,599
Puglia 2,138 1,970 0,728 1,638
Sardegna 2,148 1,966 0,858 n.d.
Sicilia 2,173 1,977 0,801 1,838
Toscana 2,137 1,955 0,751 1,627
Trento (PA) 2,146 1,970 0,789 1,551
Umbria 2,127 1,952 0,772 1,548
Valle d’Aosta 2,144 1,972 0,856 n.d.
Veneto 2,134 1,947 0,745 1,546

Valori in euro al litro (euro al chilogrammo per il metano). Fonte: MIMIT, rilevazione 23 luglio 2026, medie regionali rete stradale.

La media delle ventuno rilevazioni regionali si attesta a 2,145 euro al litro per il gasolio e a 1,962 euro per la benzina. È un dato calcolato da noi sulle medie regionali pubblicate dal Ministero e non coincide con la media nazionale ufficiale, che il MIMIT elabora separatamente ponderando l’intero universo degli impianti: va letto come indicatore di sintesi del quadro territoriale, non come sostituto del valore nazionale.

Quanto sono aumentati i prezzi in cinque giorni: il confronto 18-23 luglio

Il confronto tra le due rilevazioni ministeriali restituisce la misura esatta del movimento. Il gasolio self service passa da una media regionale di 2,084 euro al litro il 18 luglio a 2,145 euro il 23 luglio: 6,05 centesimi in più in cinque giorni. La benzina sale da 1,938 a 1,962 euro, con un incremento medio di 2,47 centesimi.

Regione Gasolio 18/07 Gasolio 23/07 Variazione Benzina 18/07 Benzina 23/07 Variazione
Friuli Venezia Giulia 2,103 2,172 +0,069 1,953 1,977 +0,024
Campania 2,081 2,149 +0,068 1,928 1,958 +0,030
Basilicata 2,085 2,151 +0,066 1,946 1,973 +0,027
Bolzano (PA) 2,119 2,183 +0,064 1,973 1,993 +0,020
Abruzzo 2,072 2,135 +0,063 1,935 1,959 +0,024
Calabria 2,096 2,157 +0,061 1,950 1,974 +0,024
Puglia 2,077 2,138 +0,061 1,943 1,970 +0,027
Sardegna 2,087 2,148 +0,061 1,941 1,966 +0,025
Liguria 2,078 2,138 +0,060 1,935 1,960 +0,025
Molise 2,084 2,144 +0,060 1,950 1,974 +0,024
Toscana 2,077 2,137 +0,060 1,931 1,955 +0,024
Umbria 2,067 2,127 +0,060 1,927 1,952 +0,025
Emilia Romagna 2,080 2,139 +0,059 1,923 1,949 +0,026
Lazio 2,069 2,128 +0,059 1,921 1,946 +0,025
Marche 2,061 2,119 +0,058 1,914 1,939 +0,025
Trento (PA) 2,088 2,146 +0,058 1,947 1,970 +0,023
Veneto 2,076 2,134 +0,058 1,920 1,947 +0,027
Lombardia 2,080 2,137 +0,057 1,924 1,949 +0,025
Piemonte 2,079 2,136 +0,057 1,925 1,950 +0,025
Valle d’Aosta 2,088 2,144 +0,056 1,950 1,972 +0,022
Sicilia 2,118 2,173 +0,055 1,956 1,977 +0,021

Valori in euro al litro. Elaborazione EcoSeven su dati MIMIT, rilevazioni 18 e 23 luglio 2026.

Due elementi meritano attenzione. Il primo è l’uniformità: uno scarto di appena 1,4 centesimi tra la regione con l’aumento maggiore e quella con l’aumento minore indica un movimento che agisce a monte della distribuzione, non una dinamica competitiva locale. Il secondo è il divario tra gasolio e benzina: il diesel rincara a un ritmo più che doppio rispetto alla verde, e il differenziale tra i due carburanti si allarga ulteriormente a favore della benzina, invertendo la gerarchia storica che vedeva il gasolio come scelta più economica alla pompa.

Dove costa di più e dove costa meno: le differenze tra regioni

Il divario territoriale nella rilevazione di oggi vale 6,4 centesimi al litro sul gasolio e 5,4 centesimi sulla benzina.

Per il gasolio self service, la regione più economica è la Marche con 2,119 euro al litro; la più cara è la provincia autonoma di Bolzano con 2,183 euro, seguita da Sicilia (2,173) e Friuli Venezia Giulia (2,172).

Per la benzina self service, il valore minimo è ancora nelle Marche con 1,939 euro; il massimo a Bolzano con 1,993 euro, a sette millesimi dalla soglia dei 2 euro. Sicilia e Friuli Venezia Giulia condividono il secondo posto a 1,977 euro.

Sul GPL la forbice è proporzionalmente molto più ampia: si va da 0,708 euro al litro in Campania a 0,859 a Bolzano, con uno scarto superiore al 21%. Il metano presenta il divario più marcato in assoluto: da 1,527 euro al chilogrammo in Abruzzo a 1,838 in Sicilia, oltre il 20% di differenza. Per Sardegna e Valle d’Aosta il dato sul metano non è disponibile nella rilevazione odierna, circostanza che il Ministero segnala quando le comunicazioni ricevute non sono sufficienti al calcolo della media.

Su un pieno da 50 litri, i 6,4 centesimi di divario sul gasolio tra Marche e Bolzano si traducono in circa 3,20 euro di differenza. Su base annua, per chi percorre 15.000 chilometri con un consumo di 6 litri ogni 100 chilometri, lo scarto supera i 57 euro a parità di comportamento di acquisto.

Osservatorio prezzi carburanti MIMIT: come verificare il prezzo del proprio distributore

Le medie regionali sono un riferimento, non il prezzo che si paga. Il singolo impianto può discostarsi anche di venti centesimi dalla media della sua regione, e questo rende la verifica puntuale lo strumento di risparmio più efficace a disposizione dell’automobilista.

Il riferimento ufficiale e gratuito è il portale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT, che raccoglie i prezzi comunicati obbligatoriamente dai gestori e consente la ricerca per comune, indirizzo o tratta autostradale. Dal 20 luglio 2026 è disponibile anche l’applicazione ufficiale per iOS e Android, che individua il distributore più vicino, confronta i prezzi praticati nella stessa giornata dai diversi impianti e mostra il prezzo medio regionale come termine di paragone.

Vale la pena ricordare un limite dello strumento, segnalato anche dalle associazioni dei consumatori: non tutti gli impianti comunicano i prezzi con la puntualità prevista, e il dato visualizzato può quindi non essere allineato al prezzo esposto in quel momento sulla colonnina.

Perché i gestori devono comunicare i prezzi, e cosa non sono più obbligati a fare

Su questo punto circola un equivoco che vale la pena chiarire, perché riguarda due obblighi distinti spesso confusi tra loro.

L’obbligo di comunicazione al Ministero è pienamente vigente. Il decreto ministeriale 31 marzo 2023 stabilisce che i gestori devono comunicare tutte le variazioni di prezzo, in aumento o in diminuzione, in modo preventivo o almeno contestuale all’applicazione, e comunque con frequenza settimanale anche in assenza di variazioni, entro l’ottavo giorno dall’ultima comunicazione inviata. È questo flusso che alimenta l’Osservaprezzi e rende possibili le medie pubblicate ogni mattina.

L’obbligo di esporre il cartellone con i prezzi medi non esiste più. Con la sentenza n. 1806 del 23 febbraio 2024, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo e annullato l’articolo 7 del decreto ministeriale 31 marzo 2023, la norma che disciplinava caratteristiche e modalità di esposizione dei cartelloni contenenti i prezzi medi. Numerose fonti continuano a descrivere quel cartellone come un adempimento in vigore: non lo è dal febbraio 2024. Chi si aspetta di trovare il prezzo medio nazionale affisso in ogni stazione di servizio cerca qualcosa che la legge non impone più.

La distinzione conta anche per il lettore: il prezzo medio di riferimento va cercato online, non sul piazzale.

Accise: cosa è cambiato dal 3 luglio e cosa incide oggi sul prezzo

Il contesto fiscale spiega buona parte della traiettoria di luglio. Il taglio delle accise da 6,1 centesimi al litro IVA inclusa, in vigore dal 7 giugno 2026, è scaduto il 3 luglio e non è stato prorogato: le aliquote sono tornate al livello ordinario di 622,90 euro per mille litri sia per la benzina sia per il gasolio.

Il rincaro registrato nella prima decade di luglio era quindi di natura prevalentemente fiscale. Quello degli ultimi cinque giorni no: il taglio era già scaduto da due settimane e il suo effetto era stato interamente assorbito dai listini. L’aumento in corso ha origini diverse, riconducibili alla dinamica dei mercati dei prodotti raffinati e alla pressione stagionale della domanda nel periodo di massimo esodo estivo, che tipicamente incide più sul gasolio per via della componente logistica e del trasporto merci.

Al momento non risulta adottato alcun nuovo provvedimento di riduzione delle accise. Un intervento richiederebbe un decreto interministeriale: eventuali annunci vanno verificati sulle fonti ufficiali prima di modificare le proprie abitudini di rifornimento.

Cosa fare, e cosa evitare

Cosa fare

  • Verificare il prezzo del singolo impianto sul portale o sull’app Osservaprezzi Carburanti prima di rifornire, soprattutto lungo i percorsi di viaggio non abituali.
  • Preferire il self service dove disponibile: il differenziale rispetto al servito vale mediamente tra 10 e 15 centesimi al litro, tra 5 e 7 euro su un pieno da 50 litri.
  • Rifornire prima di entrare in autostrada quando l’itinerario lo consente: la rete autostradale pratica sistematicamente prezzi superiori a quella ordinaria.
  • Controllare le medie regionali quando si attraversano più regioni: uno scarto di sei centesimi al litro è concreto e verificabile.

Cosa evitare

  • Rimandare il rifornimento aspettando un calo: la componente che sta spingendo i prezzi in questa fase non ha una scadenza prevedibile come l’aveva il taglio delle accise.
  • Assumere che la media regionale sia il prezzo praticato: è un valore di sintesi, il singolo distributore può discostarsene sensibilmente.
  • Considerare il gasolio automaticamente più conveniente della benzina: nella rilevazione di oggi costa in media 18 centesimi in più al litro.

 

F.A.Q. – Domande frequenti

Quanto costa la benzina oggi, 23 luglio 2026?

Secondo la rilevazione MIMIT del 23 luglio 2026, la benzina self service sulla rete stradale ha una media regionale compresa tra 1,939 euro al litro nelle Marche e 1,993 euro nella provincia autonoma di Bolzano. La media delle ventuno rilevazioni regionali è di 1,962 euro al litro. Il prezzo del singolo distributore può discostarsi anche sensibilmente da questi valori.

Perché il gasolio costa più della benzina?

Nella rilevazione del 23 luglio 2026 il gasolio self service costa in media 2,145 euro al litro contro 1,962 della benzina, con un differenziale di circa 18 centesimi. L’accisa è identica per i due carburanti (622,90 euro per mille litri), quindi la differenza si forma sulla componente industriale: i prodotti raffinati diesel scontano una domanda sostenuta dal trasporto merci e dinamiche di mercato distinte da quelle della benzina. La gerarchia storica che vedeva il gasolio più economico si è invertita.

Dove trovo i prezzi aggiornati del distributore vicino a me?

Sul portale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT, che consente la ricerca per comune, indirizzo o tratta autostradale, e sull’app ufficiale gratuita per iOS e Android disponibile dal 20 luglio 2026. Entrambi si basano sui prezzi che i gestori sono obbligati a comunicare al Ministero. Il dato può non essere allineato al prezzo esposto in colonnina se il gestore non ha ancora inviato l’ultima variazione.

I benzinai sono obbligati a esporre il cartellone con il prezzo medio?

No. L’articolo 7 del decreto ministeriale 31 marzo 2023, che disciplinava l’esposizione dei cartelloni con i prezzi medi, è stato annullato dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1806 del 23 febbraio 2024. Resta invece pienamente in vigore l’obbligo, per i gestori, di comunicare al Ministero ogni variazione di prezzo e comunque di effettuare una comunicazione settimanale anche in assenza di variazioni.

Il taglio delle accise sui carburanti tornerà?

Al 23 luglio 2026 non risulta adottato alcun provvedimento di riduzione delle accise. Il taglio da 6,1 centesimi al litro in vigore dal 7 giugno è scaduto il 3 luglio 2026 e non è stato prorogato; le aliquote sono tornate al livello ordinario di 622,90 euro per mille litri. Un nuovo intervento richiederebbe un decreto interministeriale. Alcune associazioni di consumatori ne hanno fatto richiesta al Governo per il periodo estivo, ma si tratta di sollecitazioni, non di misure adottate.


ATTENZIONE: questo articolo ha finalità puramente informative e riporta dati soggetti ad aggiornamento quotidiano da parte delle autorità competenti. I prezzi indicati sono medie aritmetiche su base regionale rilevate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla data del 23 luglio 2026, riferite agli impianti situati fuori dalla rete autostradale, e possono differire anche sensibilmente dal prezzo praticato dal singolo distributore. Per benzina e gasolio il riferimento è la modalità self service, per GPL e metano la modalità servito.

Fonti: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, “Prezzi medi dei carburanti – Dati per regione”, rilevazioni 18 e 23 luglio 2026 (mimit.gov.it); Ministero delle Imprese e del Made in Italy, decreto ministeriale 31 marzo 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 118 del 22 maggio 2023; Consiglio di Stato, sentenza n. 1806 del 23 febbraio 2024, che ha annullato l’articolo 7 del citato decreto. La media di 2,145 euro al litro per il gasolio e di 1,962 per la benzina è una nostra valutazione desunta dalle ventuno medie regionali pubblicate dal Ministero e non corrisponde alla media nazionale ufficiale, calcolata dal MIMIT con metodologia distinta. Il valore della media nazionale odierna non è stato riportato in quanto non verificabile alla fonte primaria al momento della pubblicazione.

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