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Calo demografico mondiale: i dati ONU e le cause del crollo delle nascite

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di Redazione Ecoseven – 04/07/2026

Calo demografico mondiale

Calo demografico mondiale | Le donne nel mondo hanno oggi in media un figlio in meno rispetto al 1990, e nel 2024 ben 63 paesi o aree — tra cui Cina, Germania, Giappone e Russia — avevano già raggiunto il picco storico della propria popolazione, secondo il rapporto UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Popolazione. Non è un fenomeno isolato a pochi paesi ricchi: riguarda oggi più della metà delle nazioni del mondo, con tassi di fecondità sotto la soglia di sostituzione di 2,1 figli per donna necessaria a mantenere stabile una popolazione nel tempo.

Quanto è diffuso il calo demografico mondiale?

Secondo l’UNFPA, quasi un quinto di tutti i paesi e le aree del mondo — tra cui Cina, Italia, Corea del Sud e Spagna — ha oggi una fecondità definita “ultra-bassa”, sotto 1,4 figli per donna nell’arco della vita. La popolazione totale dei 63 paesi che hanno già raggiunto il proprio picco demografico nel 2024 è destinata a diminuire del 14% nei prossimi trent’anni, secondo le stesse stime.

Ecco un confronto tra i tassi di fecondità più recenti in alcune delle aree più significative:

Paese/Area Tasso di fecondità Fonte e periodo
Corea del Sud 0,72 figli per donna Il più basso al mondo, dati recenti
Italia 1,18 figli per donna ISTAT, 2024 (minimo storico)
Unione Europea (media) 1,38 figli per donna Dati 2023
Stati Uniti 1,66 figli per donna Dati recenti
Cina in calo da 1,4 miliardi di abitanti attuali Proiezioni ONU verso 1,313 miliardi nel 2050

Le previsioni ONU sono davvero affidabili?

Le Nazioni Unite, nella revisione 2024 delle World Population Prospects, stimano che la popolazione mondiale raggiungerà un picco di circa 10,3-10,4 miliardi di persone intorno al 2080, per poi stabilizzarsi. Un’analisi di Internazionale, basata su un confronto tra le proiezioni ONU e i dati reali più recenti, ha però evidenziato che in diversi paesi la fecondità sta scendendo più rapidamente di quanto l’ONU stesso preveda: in Thailandia il tasso di fecondità reale è sceso a 0,98, contro un valore che l’ONU continua a proiettare stabile tra 1,6 e 1,7 fino al 2090. Discrepanze simili sono state osservate anche in Colombia, Cile, Polonia e a Macao.

Questo non significa che le proiezioni ONU siano inaffidabili in assoluto — restano lo standard di riferimento più rigoroso e trasparente disponibile — ma alcuni demografi indipendenti segnalano che il modello ONU tende storicamente a correggere le proprie stime verso il basso con il passare degli anni, man mano che emergono nuovi dati, il che potrebbe indicare che il picco reale della popolazione mondiale arriverà prima e a un livello più basso di quanto attualmente previsto.

Perché il numero di nascite sta calando: le cause principali

Le cause del calo demografico mondiale individuate da UNFPA, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dai principali studi demografici sono molteplici e si sovrappongono:

  • Maggiore istruzione e partecipazione delle donne al mercato del lavoro: l’accesso più ampio all’istruzione superiore e all’occupazione femminile è associato in modo consistente a una riduzione del numero di figli per donna, secondo l’UNFPA.
  • Accesso alla contraccezione: la disponibilità di strumenti di pianificazione familiare ha permesso alle donne un maggiore controllo sulle proprie scelte riproduttive rispetto al passato.
  • Costi economici della genitorialità: il costo crescente dell’educazione, dell’abitazione e del mantenimento dei figli è un fattore ricorrente nelle analisi economiche del fenomeno.
  • Posticipazione della maternità: l’età media delle donne al primo figlio continua a salire in molti paesi sviluppati, riducendo il numero complessivo di figli nell’arco della vita fertile.
  • Cambiamenti sociali e culturali: modelli familiari diversi da quello tradizionale, tra cui la crescita delle coppie che scelgono consapevolmente di non avere figli, un fenomeno che abbiamo approfondito nel nostro articolo sulle coppie DINK.

Un chiarimento importante fornito dall’OMS, in un commento pubblicato sulla rivista The Lancet dagli esperti Gitau Mburu, James Kiarie e Pascale Allotey: la bassa fertilità non va né temuta né incentivata artificialmente con politiche pro-natalità dall’alto, perché comporta sia potenziali benefici (minore pressione su ambiente, sicurezza alimentare e biodiversità) sia sfide concrete (sistemi sanitari, pensioni, mercato del lavoro).

Cosa significa per la società

  • Invecchiamento della popolazione: entro la fine del 2070, secondo le proiezioni ONU, il numero di persone sopra i 65 anni supererà a livello globale quello dei minori di 18 anni, con conseguenze dirette su sistemi pensionistici e sanitari.
  • Riduzione della forza lavoro: un numero minore di nuovi nati si traduce, con circa 20-25 anni di ritardo, in una forza lavoro più ridotta, un fattore che gli economisti collegano direttamente al potenziale di crescita economica di lungo periodo di un paese.
  • Il ruolo della migrazione: nei paesi ad alto reddito, secondo l’ONU, i flussi migratori hanno già superato il saldo naturale (nascite meno decessi) come motore principale della crescita della popolazione, e questo ruolo è destinato a rafforzarsi nei prossimi decenni.
  • Non è un fenomeno univoco a livello globale: mentre l’Europa, l’Asia orientale e le Americhe rallentano, l’Africa subsahariana mantiene tassi di fecondità più alti, e sarà la regione che determinerà la maggior parte della crescita demografica residua del pianeta nei prossimi decenni.

FAQ – Domande frequenti

Qual è il tasso di fecondità minimo per mantenere stabile una popolazione?

È 2,1 figli per donna, il cosiddetto “livello di sostituzione”. Oggi più della metà dei paesi e delle aree del mondo si trova sotto questa soglia, secondo l’UNFPA.

Qual è il paese con il tasso di natalità più basso al mondo?

Attualmente è la Corea del Sud, con un tasso di fecondità di 0,72 figli per donna, il più basso mai registrato in un paese di dimensioni significative.

La popolazione mondiale diminuirà o continuerà a crescere?

Secondo le Nazioni Unite (World Population Prospects 2024), la popolazione mondiale continuerà a crescere fino a un picco stimato di circa 10,3-10,4 miliardi di persone intorno al 2080, per poi iniziare a diminuire. Alcuni demografi indipendenti ritengono che questo picco potrebbe arrivare prima e a un livello inferiore, sulla base della velocità con cui la fecondità reale sta calando in diversi paesi rispetto alle proiezioni ONU.

Il calo demografico mondiale è un problema che riguarda solo i paesi ricchi?

No. Sebbene il fenomeno sia più marcato nei paesi ad alto reddito, riguarda ormai anche economie emergenti come Cina, Thailandia, Colombia e Cile, dove i tassi di fecondità sono scesi rapidamente sotto la soglia di sostituzione negli ultimi decenni.

Le politiche pro-natalità funzionano per aumentare le nascite?

I dati storici mostrano risultati contrastanti. L’OMS, in un commento su The Lancet, ha sconsigliato di imporre politiche pro-natalità basate unicamente sul timore del calo demografico, sottolineando che il fenomeno riflette scelte legate a istruzione, occupazione femminile e accesso alla contraccezione, non facilmente reversibili con incentivi economici isolati.

In breve

Il calo demografico mondiale è un fenomeno non limitato ai paesi ricchi: secondo l’UNFPA, 63 paesi hanno già raggiunto il picco di popolazione nel 2024, e quasi un quinto del mondo ha una fecondità “ultra-bassa” sotto 1,4 figli per donna. Le cause principali individuate da UNFPA e OMS sono l’istruzione e l’occupazione femminile, l’accesso alla contraccezione, i costi economici della genitorialità e la posticipazione della maternità. Le proiezioni ONU indicano un picco della popolazione mondiale intorno al 2080 a circa 10,3-10,4 miliardi, ma analisi indipendenti suggeriscono che la fecondità reale in molti paesi sta scendendo più velocemente del previsto, anticipando potenzialmente questo scenario.

ATTENZIONE: Questo articolo sul calo demografico mondiale ha finalità puramente informative. Le proiezioni demografiche sono soggette a revisione periodica da parte delle istituzioni che le elaborano; i dati riportati sono quelli più aggiornati disponibili al momento della pubblicazione. Fonti principali: UNFPA, rapporto per la Giornata Mondiale della Popolazione 2024; Nazioni Unite, Population Division, World Population Prospects 2024; ISTAT, dati 2024 sulla fecondità in Italia; Mburu, Kiarie, Allotey, commento su The Lancet relativo alle proiezioni di fertilità globale; analisi di Internazionale (2025) sul confronto tra proiezioni ONU e dati reali di fecondità. Calo demografico mondiale.

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