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**Pd: domenica il segretario, in pole Letta ‘preoccupato da crisi’, nodo data congresso** (2)

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(Adnkronos) – (Adnkronos) – Insomma, il grosso del partito ci starebbe. Resta in surplace, almeno in questa fase, Base Riformista: “Il nome per la guida del partito tocca alla maggioranza farlo. Noi siamo responsabili e non faremo mancare il nostro contributo all’unità”, è la posizione che trapela dell’area che fa capo a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. Però per Base riformista resta fondamentale il passaggio congressuale, da tenere nel 2022: “Pianificare il congresso anticipato subito dopo la pandemia”, ha chiesto Gianni Pittella seguito da Andrea Romano e Dario Stefano.

Una certezza che con un nome di peso come quello di Letta al Nazareno potrebbe faticare ad arrivare. E questo, al di là di tutto, sembra ancora il nodo che impedisce alle tessere del puzzle dem di andare al loro posto. E forse per questo autorevoli fonti parlamentari in serata mettevano in guardia: “Non c’è in campo solo il nome di Letta”, facendo rigirare ancora la girandola dei nomi (Pinotti, Finocchiaro, De Micheli). “Serve un segretario vero, che non si limiti a ‘traghettare’ il partito al Congresso”, ha sottolineato Anna Ascani, una lettiana della prima ora al governo.

Intanto Letta si trova a Parigi, “molto concentrato” sul suo lavoro per Sciences Po, ha raccontato chi ha parlato con lui oggi, ammettendo che il pressing c’è ma anche che non è in piedi una vera trattativa. Eppure non mancano le voci secondo le quali Letta avrebbe posto due condizioni: candidatura unitaria e congresso nel 2023. Di certo, per ora, c’è che qualche giorno fa l’ex premier si era tirato fuori dal totonomi con un tweet. Oggi fa sapere che “segue, con il massimo rispetto e con preoccupazione, il dibattito interno e la crisi che sta attraversando il Pd, il partito che ha contribuito a fondare e dal quale non è mai uscito”.

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