Minori: ‘ho perso mia figlia, burocrazia sorda a Giustizia’, il racconto di un padre (3)

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(Adnkronos) – Ma la mamma della bimba impedisce all’ex compagno di incontrarla nonostante le denunce. Solo nell’agosto 2020, grazie alla mediazione di un assistente sociale del comune Di Lequile (Lecce) “mi riavvicino a lei – rammenta il padre – Ma il primo settembre è l’apocalisse: La bambina si chiude a chiave dentro una stanza da letto rifiutandosi di partire con me. Interviene il sindaco con gli assistenti sociali che mi invita ad abbandonare l’abitazione. La mia ex compagna si rivolge ad un altro prestigioso avvocato che chiede l’intervento del tribunale dei minori di Lecce, il quale a sua volta, dopo aver ascoltato mia figlia senza la presenza di uno psicologo, ribalta il provvedimento ordinario di Tivoli; mi vieta di incontrare la bambina e chiede l’intervento della Corte d’Appello di Roma”.

Chiamata in causa, la Corte d’appello di Roma nel novembre 2020 sospende la sentenza del tribunale di Lecce considerandolo del tutto incompetente e ordina la immediata ripresa degli incontri tra padre e figlia per un’ora a settimana, fissando l’udienza a gennaio 2021. “Ma mia figlia non voleva più vedermi, mi parlava rare volte nascondendosi dietro un angolino e voltandomi le spalle”, ricorda il padre. Nel marzo 2021 la Corte d’Appello decide con effetto immediato il trasferimento della bimba in casa famiglia, affidandola ai servizi sociali di Lecce e nominando il sindaco suo tutore. Incarica inoltre i servizi sociali di dare esecuzione al provvedimento avvalendosi della forza pubblica se la madre non collabora. Ma incombe il silenzio.

Rotto pochi giorni fa dal sindaco di Lecce che “chiede alla Corte d’Appello di Roma la sospensione del provvedimento”. Nel documento inviato, il primo cittadino avrebbe affermato che neanche la Questura sarebbe stata disponibile ad intervenire. Un fatto sconfermato dalla documentazione pervenuta in Corte d’Appello: “La Questura ha comunicato ai servizi sociali di definire giorno e luogo dell’intervento ma la risposta non è mai arrivata”. Dulcis in fundo l’ultima scoperta: “la nonna della bambina fece la stessa cosa con il marito, allontanandolo dalla figlia negli anni 90. Abbiamo trovato il documento che sarà trasferito in Corte d’appello”. Corsi e ricorsi della vita che ad oggi neanche la Giustizia è riuscita a bloccare. (di Roberta Lanzara)

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