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**Mattarella: ‘Vertice Ue-Celac sia svolta per dialogo più intenso e costante tra Continenti’**

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Santiago del Cile, 5 lug. (Adnkronos) – “Il 2023 ci presenta un’opportunità che dobbiamo cogliere per riprendere il filo di un dialogo che vogliamo più intenso e costante” tra Unione europea ed America latina. “Tra poco più di una settimana, il 17 e 18 luglio, si terrà infatti il Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea e della Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (Celac). L’Italia si sente impegnata a fare di quest’occasione d’incontro un punto di svolta del partenariato strategico fra i nostri continenti, per le sfide del presente e del futuro, in coerenza con la propria sensibilità verso l’America latina che ha portato alla istituzione, nel 1966, dell’Istituto Italo-latinoamericano (Iila)”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università del Cile a Santiago.

“America latina e Unione europea -ha sottolineato il Capo dello Stato- esprimono un terzo dei membri dell’Assemblea delle Nazioni unite e condividono nei consessi internazionali sensibilità affini. Multilateralismo, diritti umani, economia libera, inclusione sociale, sviluppo sostenibile in grado di affrontare i cambiamenti climatici. In un mondo di giganti, Ue e America latina rappresentano il 14% della popolazione mondiale e il 21% del prodotto lordo. Le due realtà sono tra i maggiori produttori di risorse alimentari e condividono dunque responsabilità nell’assicurare sicurezza dell’alimentazione per le popolazioni mondiali”.

“È impressionante -ha messo ancora in evidenza Mattarella- la fitta rete di accordi di associazione, commerciali e politici dell’Europa con 27 dei 33 Paesi latino-americani e caraibici, grazie ai quali l’interscambio tra le due regioni è cresciuto del 40% dal 2018 al 2022. Gli investimenti diretti esteri degli Stati membri dell’Unione in America latina nel 2021 ammontavano a quasi 700 miliardi, superando la somma di quelli di Cina, India, Giappone e Russia”.

“È una realtà -ha insistito il Presidente della Repubblica- della quale occorre essere maggiormente consapevoli e che merita un salto di qualità a livello politico e istituzionale. Il momento di questo partenariato strategico è adesso. Le sfide che da entrambe le parti dobbiamo affrontare sono urgenti, globali, multiformi. I due Continenti, insieme, possono essere testimoni di libertà e progresso in questo mondo multipolare”.

“La proposta che l’Unione europea ha denominato ‘Nuova agenda per le relazioni tra Unione europea e America latina e Caraibi’ e che verrà presentata al Vertice Ue-Celac nasce da queste semplici considerazioni. Innanzitutto va rafforzato l’impegno politico reciproco attraverso un dialogo aperto, regolare e di alto livello, fatto di vertici, ma anche di visite, di scambi di punti di vista, di colloqui. La recente visita della presidente della Commissione europea, Von der Leyen, qui a Santiago e nella regione, va nella giusta direzione. Se in questi anni molte circostanze spiegano un minore dinamismo nella ricerca di occasioni d’incontro, occorre porvi rimedio”.

“In secondo luogo, è necessario irrobustire l’architettura giuridica del nostro rapporto, portando a rapida e felice conclusione l’iter degli accordi di associazione attualmente in fase di negoziato e di quelli già conclusi e in attesa di ratifica. Si tratta di intese che trascendono l’ambito commerciale e possono assumere carattere strategico per i futuri assetti mondiali se ne sapremo valorizzare il pieno potenziale”.

“Ma si tratta -ha esortato ancora Mattarella- di andare più in là. Guardo con fiducia al processo di aggiornamento dell’Accordo di Associazione tra Cile e Unione europea, che auspichiamo sia firmato entro l’anno. Mi auguro che possa servire da sprone e da modello per avanzare più speditamente anche nel negoziato con il Messico e nei contatti con il Mercosur”.

“Un aspetto dell’Accordo tra Santiago e Bruxelles merita a mio giudizio di essere valorizzato: mi riferisco al fatto che le clausole economiche siano accompagnate da impegni e obiettivi condivisi, per esempio, per la promozione della sicurezza sul lavoro e degli standard sociali, di un’effettiva eguaglianza di genere, di una maggiore e più inclusiva partecipazione della società civile, di più elevati standard ambientali”.

“Tutto ciò rende evidente l’acquisita consapevolezza che il partenariato cui puntiamo, per il presente e per il futuro, è più ampio, ambizioso e articolato che nel passato. Esso trova le sue fondamenta nella condivisione dei valori delle società aperte e democratiche nonché nella tutela dei diritti civili, sociali e ambientali. Lungo questo percorso devono camminare assieme i governi e le realtà del settore privato, per creare condizioni di benessere socialmente eque e sostenibili”.

“La povertà che tutti intendiamo combattere non è soltanto penuria di mezzi. È anche essere esposti senza tutele agli effetti del cambiamento climatico. Se vogliamo evitarne le conseguenze nefaste, se vogliamo lasciare alle future generazioni un pianeta dove l’umanità possa vivere e prosperare in pace, dobbiamo fin d’ora -ha concluso Mattarella- compiere progressi decisivi verso un’economia sostenibile, senza emissioni nette di gas serra nell’atmosfera”.