Mani pulite: ex direttore San Vittore, ‘all’inizio sembrava solo un arresto, poi transitarono in 6-700’ (3)
(Adnkronos) – A San Vittore il 20 luglio del 1993, dopo 134 giorni di detenzione, si suicidò il presidente dell’Eni Gabriele Cagliari. Nelle ultime lettere inviate alla famiglia, pubblicate dal figlio Stefano nel libro “Storia di mio padre” (Longanesi, 2018) descriveva il carcere come un canile.
“Conosco Stefano. Condividevo quelle posizioni prima e le condivido tuttora. Sono cose logiche per chi lavora nel settore, a meno che non abbia gli occhi foderati e le orecchie otturate: da sempre il carcere è affollato e come direttore non ero certo distratto sull’argomento. Ho sempre detto che San Vittore è un bellissimo carcere dal punto di vista architettonico, ma sicuramente non è adeguato ai tempi moderni”, racconta Pagano.
Eppure tra le centinaia di colletti bianchi che sono transitati dal carcere durante la stagione di Mani pulite, sperimentando sulla propria pelle le carenze strutturali, quelli che hanno fatto propria la battaglia per cambiarlo sono “pochi. Non che io mi aspettassi nulla, ma sicuramente la classe politica qualche responsabilità ce l’ha” e invece “non c’è mai pace per le carceri”, conclude l’ex direttore di San Vittore, in pensione dal 2019, dopo essere stato vice capo del Dap.

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