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(Adnkronos) – I colletti bianchi che entrarono nel carcere milanese vissero fianco a fianco dei detenuti comuni. “Non era previsto alcun tipo di trattamento speciale, ma anche volendo non l’avremmo fatto, perché le condizioni di allora di sovraffollamento non ce l’avrebbero permesso. Il trattamento che noi facevamo per ogni detenuto che entrava dall’esterno era la visita medica, sottoponendoli anche a una visita psicologica, per valutare che impatto poteva avere il momento detentivo e ovviamente per quelle persone il problema si poteva porre in una maniera più seria”, dice l’ex direttore.

Tra gli arrestati legati a Tangentopoli “pochissimi furono messi in isolamento, su disposizione del magistrato, ma per la maggior parte vivevano insieme agli altri nel reparto ordinario”. La preoccupazione per la direzione del carcere era che potessero sorgere “delle conflittualità, ma che io ricordi non emerse nessun problema”.

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