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Mafia: Mauro Rostagno, il sociologo ucciso perché dava fastidio ai boss/Adnkronos

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Palermo, 27 nov. (Adnkronos) – Ci sono voluti 32 lunghissimi anni per arrivare ad avere la verità, almeno quella giudiziaria, sull’omicidio di Mauro Rostagno, il sociologo ucciso la sera del 26 settembre del 1988 nei pressi della comunità di Saman a Trapani. Oltre 20 anni sono serviti per arrivare al processo di primo grado. E ce ne sono voluti altri 12 per avere la sentenza definitiva, attesa per questa sera alla Corte di Cassazione. Indagini lunghe, in cui non sono mancati episodi di depistaggi. Basti pensare che è tuttora in corso, davanti al Tribunale di Trapani, un procedimento contro dieci persone, tra cui esponenti delle forze dell’ordine, un maresciallo della Guardia di Finanza e un luogotenente dei Carabinieri, entrambi in pensione, accusati di falsa testimonianza na anche la vedova di un generale che prestava servizio nei Servizi segreti.

Alla sbarra Vincenzo Virga, capo della mafia di Trapani individuato come il mandante e Vito Mazzara. In primo grado furono condannati entrambi. In appello Mazzara, accusato di essere il killer, è stato invece assolto.

Era la sera quel 26 settembre quando Mauro Rostagno era alla guida della sua Fiat Duna di colore bianco. Era quasi arrivato a Lenzi, nelle campagne di Valderice, dove aveva sede la comunità Saman e dove abitava. Accanto a Rostagno c’era una giovane, Monica Serra, un’ospite della comunità, che faceva parte della squadra di giovani cronisti che Rostagno aveva messo in piedi per la tv locale Rtc.

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