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Mafia: Mauro Rostagno, il sociologo ucciso perché dava fastidio ai boss/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Ecco perché sono particolarmente interessanti le motivazioni della sentenza, che dovevano essere depositate entro novanta giorni, e che sono state deposiate molto tempo dopo, per comprendere quali siano state le effettive valutazioni.

“Intanto c’è una conferma che è stato un delitto di mafia. Noi confidavamo nella conferma, leggeremo con attenzione le motivazioni per comprendere le ragioni di questa riforma. Comprenderemo le ragioni dell’assoluzione che evidentemente hanno a che fare con la prova scientifica. Capiremo se è stata ritenuta una prova i cui risultati sono inutilizzabili o è una prova che è nata male in partenza”, aveva detto l’avvocato Carmelo Miceli, legale di parte civile. La sorella del sociologo Carla aveva parlato di una “sentenza illogica”.

Il Pg Domenico Gozzo, che assieme al collega Umberto De Giglio aveva chiesto la conferma degli ergastoli per entrambi gli imputati, prima di uscire dall’aula aveva detto ai giornalisti: “Continueremo a lavorare”. Ma se da un lato sul nome del killer c’è ancora un alone di mistero, sono più chiari i contorni in cui si è consumato il delitto. “L’omicidio di Mauro Rostagno – avevano scritto i giudici di primo grado – volto a stroncare una voce libera e indipendente, che denunziava il malaffare, ed esortava i cittadini trapanesi a liberarsi della tirannia del potere mafioso, era un monito per chiunque volesse seguirne l’esempio o raccoglierne l’appello, soprattutto in un’area come quella del trapanese dove un ammaestramento del genere poteva impressionare molti”.

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