Libro Di Battista: ‘Draghi costretto Italia a impiccarsi a parametri Maastricht’

Condividi questo articolo:

Roma, 13 mag. (Adnkronos) – “Draghi è responsabile di aver costretto l’Italia a impiccarsi, per di più costituzionalmente, ai parametri di Maastricht”. “C’è chi lo descrive come un salvatore della Patria. Senz’altro Draghi ha salvaguardato gli interessi di qualcuno. Sicuramente non dell’Italia”. Così Alessandro Di Battista, nel suo nuovo libro ‘Contro’, edito da PaperFirst e in uscita domani, letto dall’Adnkronos in anteprima.

“Il pareggio di bilancio in Costituzione, politicamente, rappresenta la fine del keynesismo in Italia e significa, oltretutto, far giocare il nostro Paese con armi più spuntate degli altri. Avere il principio del pareggio di bilancio nella propria Carta costituzionale – prosegue dopo essersi soffermato a lungo sulla lettera Draghi-Trichet all’Italia – significa una sola cosa: poter scegliere con grande facilità la strada delle privatizzazioni quando se ne avrà la possibilità. Quel che per me è incredibile è che il Movimento 5 Stelle, nato e cresciuto in quella stagione politica in quanto unica forza, seppur extra-parlamentare, capace di battersi per il diritto dei cittadini a essere informati quando si prendono decisioni così importanti e che, oltretutto, si era scagliata contro la logica del pareggio di bilancio in Costituzione, abbia deciso di far parte del governo Draghi”.

“Fabrizio De André chiude la Canzone del maggio con queste parole: ‘E se credete ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza la disciplina. Convinti di allontanare la paura di cambiare. Verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte, per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti’. Il governo di tutti, ahimè, ha moltiplicato le porte alle quali bussare”.

Questo articolo è stato letto 5 volte.
Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net