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Legale famiglia Borsellino: “Lo Forte gli nascose archiviazione dossier mafia-appalti”

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Caltanissetta, 19 nov. (Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – Cinque giorni prima della strage di Via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino partecipò a un incontro alla Procura di Palermo. In quell’occasione si parlò anche dell’inchiesta ‘mafia e appalti’, di cui il magistrato si era occupato a lungo. “Ma in quell’incontro il pm Guido Lo Forte nascose al giudice di avere firmato, appena il giorno prima, l’archiviazione dell’inchiesta”. La denuncia arriva nell’aula B del Tribunale di Caltanissetta, dove si celebra il processo sul depistaggio sulla strage di Via D’Amelio, dall’avvocato Fabio Trizzino, legale di parte civile della famiglia Borsellino, ma anche marito di Lucia Borsellino, la figlia maggiore del giudice ucciso nell’attentato del 19 luglio del 1992. Trizzino si è detto contrario alla richiesta della difesa dei poliziotti Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, imputati insieme con un altro poliziotto, Mario Bo, di calunnia aggravata, di sentire in aula, i giudici Roberto Scarpinato, Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone. Proprio sull’inchiesta mafia e appalti. Dunque, il dossier torna prepotentemente nel processo. Come era già accaduto negli altri cinque dibattimenti dedicati alle stragi mafiose del 1992.

“Così come è stata formulata, la richiesta è inaccettabile, dal mio punto di vista – dice l’avvocato Fabio Trizzino – Perché questa è un tema alla mia famiglia carissimo, ma non è questa la sede per sviluppare una eventuale rilettura. Se c’è la volontà di sviluppare il tema mafia e appalti, basta prestare il consenso ad acquisire due atti”. E aggiunge: “Parlo dell’ordinanza di archiviazione del giudice Lo Forte (su mafia e appalti ndr) e la richiesta mandanti occulti bis”. “Se mi si dice che vogliamo capire il perché in quella riunione si tace a Borsellino la richiesta di archiviazione, questo allora limita la circostanza – dice l’avvocato Trizzino – ma se dobbiamo fare il processo ‘mafia e appalti’ qui, francamente, non ha senso”. Alla fine, in chiusura di udienza, dopo una breve camera di consiglio, il Tribunale respinge la richiesta di revoca avanzata dalla difesa di parte civile, ma anche dalla Procura, rappresentata in aula dai pm Maurizio Bonaccorso e Stefano Luciani, e conferma le testimonianze del procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, dell’ex Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e dell’ex Procuratore di Messina Guido Lo Forte. La deposizione dei tre è prevista per la prossima udienza, il prossimo 26 novembre.

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