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Lazio: fonti M5S, ‘possibilità alleanza con Pd ridotte al lumicino, persa fiducia’

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Roma, 3 ott. (Adnkronos) – “Ridotte al lumicino, per usare un eufemismo”. Così autorevoli fonti M5S all’Adnkronos, su possibili alleanze con i dem in vista delle regionali. L’idea che prevale nel quartier generale di via di Campo Marzio è quella di elaborare una strategia unitaria pur tenendo conto delle diverse realtà che si presenteranno rispetto a Lazio, Lombardia, Molise e Friuli Venezia Giulia, le prossime regioni attese alla prova del voto. Ma gli occhi sono puntati soprattutto sul Lazio, ‘orfano’ di Nicola Zingaretti -fresco di un seggio alla Camera- mentre l’intesa tra dem e pentastellati alla Pisana regge agli ultimi mesi di governo, nonostante le nuvole fosche in arrivo per via del termovalorizzatore a Roma.

A sentire gli uomini più vicini a Conte, l’alleanza non si farà: “E’ venuta meno la fiducia, Giuseppe non si fida più…”. Ma dietro il niet, stando ad alcuni ragionamenti interni, potrebbe esserci anche il risultato elettorale messo a segno alle politiche, con il M5S che ha ‘cannibalizzato’ parte dell’elettorato Pd. Uno schema da ripetere, tanto più nel Lazio: “come si può pensare di stringere un’alleanza mentre Gualtieri a Roma costruisce l’inceneritore della discordia?”, ovvero la mina che ha fatto saltare il governo di unità nazionale capitanato da Mario Draghi. Anche per questo, la suggestione di una nuova traversata ‘in solitaria’ sembra prevalere.

Sul fronte regionali, poi, rischia di riaprirsi -in parte lo è già- la questione del tetto dei due mandati, perché c’è chi confida in un ‘ammorbidimento’ della linea Grillo, su elezioni dove il radicamento sul territorio -la speranza dei consiglieri di vecchio corso, una trentina circa quelli interessati dalla regola aurea del Movimento- è decisiva. Ma sia Grillo, che lo stesso Conte, sarebbero per tenere la barra dritta ed evitare deroghe, mantenendo l’impegno preso con gli elettori come già avvenuto con le elezioni regionali siciliane. Tanto più che, dopo il risultato messo a segno il 25 settembre, le analisi sui risultati elettorali collegano un ritorno di entusiasmo degli elettori anche al fatto che è stata mantenuta la regola de doppio mandato.