Depistaggi Borsellino: intercettazioni Scarantino, poliziotta ‘Telefonate anomale’/Adnkronos (5)

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(Adnkronos) – Prima di Sammataro è stato sentito un altro poliziotto che faceva parte del gruppo ‘Falcone e Borsellino’, Giuseppe Cirrincione, ora in pensione. All’epoca era Sovrintendente alla squadra mobile di Palermo. “Il 19 luglio ero libero dal servizio ma il pomeriggio dopo la strage sono rientrato in ufficio a disposizione – racconta in aula – Abbiamo fatto delle perquisizioni in un albergo e poi siamo rientrati in ufficio”. “Il mio compito era quello di fare accertamenti anagrafici, ci davano dei nominativi, noi andavamo nei vari comuni a fare accertamenti e schede anagrafiche. Sono stato aggregato al gruppo ‘Falcone e Borsellino’. Ricordo che mesi dopo mi hanno chiamato e sono andato. Rimasi per circa quattro mesi”. “Tra i funzionari c’era anche il dottor Salvatore La Barbera ma non ricordo quanto tempo è rimasto. Dopo venne anche il dottor Bo”, l’imputato del processo.

“In quel periodo ho fatto dei pedinamenti – racconta ancora – In particolare pedinammo Pietro Scotto che lavorava alla Sip, lo abbiamo seguito per uno o due giorni, poi sono rientrato a fare accertamenti”. Alla domanda se fosse a conoscenza di “intromissioni per chiedere di incastrare qualcuno”, ha risposto un secco “no”. Parlando di Vincenzo Scarantino, ha spiegato: “Facevo parte del gruppo ‘Falcone e Borsellino’ ma di queste indagini si occuparono altri”. Ma ricorda che “abbiamo fatto delle attività di verifica su Scarantino”. “Insieme ad altri colleghi facemmo una verifica su un cantiere edile che si trovava in zona Guadagna dove c’era un gabbione che conteneva delle bombole di ossigeno. Abbiamo accertato questa cosa sulle dichiarazioni che aveva reso Scarantino. Abbiamo riscontrato che quello che aveva detto Scarantino era vero”. Il processo proseguirà venerdì prossimo, 30 aprile per sentire altri testi della difesa di Mario Bo.

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