Depistaggi Borsellino: intercettazioni Scarantino, poliziotta ‘Telefonate anomale’/Adnkronos (4)

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(Adnkronos) – “C’è una trascrizione di due donne e una delle due fece riferimento alla macchina”, racconta il poliziotto rispondendo alle domande dell’avvocato Giuseppe Panepinto, che difende l’imputato Mario Bo, alla sbarra con altri due colleghi, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo. “Le due stavano guardando un tg e una delle due disse ‘lì c’era la mia macchina, una persona mi ha detto che può essere stata rubata”. E’ noto che da un’intercettazione telefonica sull’utenza in uso a Pietrina Valenti gli inquirenti trassero lo spunto per rivolgere le loro attenzioni su Salvatore Candura come autore del “furto dell’auto”. “Successivamente furono messi sotto controllo dei telefoni che potevano avere a che fare con delle persone che Pietrina Valenti poteva avere nominato”, racconta ancora Li Voti. Dopo il furto dell’auto, Pietrina Valenti si rivolse a Salvatore Candura, amico di suo fratello Luciano, perché nutriva il sospetto che fosse stato proprio Candura a impossessarsi della macchina. Quello che sarebbe poi diventato un falso pentito assicurò alla signora che si sarebbe prodigato per ritrovare la macchina.

Un altro poliziotto, Vincenzo Bavuso, tra tanti “non ricordo” ha parlato in aula “di avere partecipato a intercettazioni ambientali in carcere, a Bergamo e Venezia, con particolare riferimento su Vincenzo Scarantino”. “Non ricordo lo spunto investigativo – dice – Ho fatto anche delle intercettazioni su Pietro Scotto. Ho fatto un ambientale”. Ma ribadisce di non ricordare delle “anomalie” nelle intercettazioni su Scarantino. “Non ricordo anomalie che inficiavano l’ascolto. Stiamo parlando degli anni in cui queste apparecchiature avevano dei problemi”.

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