Covid: Valotta (Virgin Active), ‘settore fitness abbandonato dal Governo, Draghi ci aiuti’ (2)
(Adnkronos) – Ma è “fondamentale trovare una risposta a un settore che da lavorare a centinaia di migliaia di persone e che è strategico per questo paese”. “In questo momento, mentre siamo in una fase di una evoluzione della curva ovviamente parlare di riaperture diventa abbastanza difficile per noi – dice ancora Valotta – ma nel corso delle ultime settimane il settore intero si è trovato in difficoltà, nel vedere che comunque siamo tra le poche attività che non sono state prese in considerazione. Nell’ultimo Dpcm abbiamo visto che a fine marzo anche i teatri riapriranno. Siamo un po’ sorpresi che il nostro settore che si occupa di salute e prevenzione, non abbia potuto discutere per dotarsi di un protocollo che potesse progressivamente riaprire nel corso del piano vaccinale che ora entrerà nel vivo”.
“Tutto questo non solo ci dispiace ma ci preoccupa – prosegue Valotta -Il settore è importantissimo per il paese ma non è stato preso nelle dovute considerazioni. Non è stato consultato né valutato, evidentemente hanno una percezione del nostro settore che non risponde alla realtà. Non c’è alcuna evidenza scientifica che i centri fitness siano stati luoghi di contagi. All’epoca del Governo Conte facemmo degli studi e si era evinto che i centri sportivi avevano nella stragrande dei casi tutti i protocolli di sicurezza. Non erano luoghi di contagi”. E aggiunge: “Ci auguriamo che nel momento in cui la curva, grazie anche al vaccino, venga abbattuta anche i centri fitness possano avere un protocollo di sicurezza per potere riaprire”.
“Noi di Virgin Active, come brand, abbiamo sempre avuto una coerenza, per noi ‘prima la salute’ è un principio vero ed un valore che abbiamo nella nostra azienda- dice ancora Luca Valotta – detto ciò, i centri fitness non solo sono importanti per quanto riguarda il movimento e l’aspetto ludico e ricreativo ma sono importantissimi per la salute. Gli stili di vita negli ultimi 18 mesi sono cambiati, con lo smartworking e i nostri centri chiusi c’è l’impossibilità, o quasi, di fare sport”.

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