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Coronavirus, Patuelli: “Misure di sostegno alle imprese e alle famiglie devono avere un prolungamento”

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Roma, 27 gen. (Adnkronos) – “Misure di sostegno alle imprese e alle famiglie devono avere un prolungamento perché la pandemia non è finita e quindi le misure devono essere più prolungate”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Abi Antonio Patuelli durante il videoforum organizzato dall’Adnkronos in diretta streaming sul sito dell’Agenzia. “La pandemia – ha aggiunto – non si uniforma alle regole dell’Eba e alle regole europee, la pandemia è una variabile indipendente. Le regole iniziali dell’Eba per le moratorie devono diventare flessibili perché altrimenti si interromperebbero quando la pandemia non sarebbe finita”.

“Per noi la priorità è quella degli investimenti, – ha proseguito – cioè l’Italia può e deve riprendersi se aumentano gli investimenti pubblici con metodologie che stimolino investimenti privati per realizzare una catena di iniziative assolutamente proattive e positive”.

“Il punto principale è lo sviluppo – ha detto -noi abbiamo avuto molti decreti legge più che giustificati di natura sociale per far fronte con ristori e aiuti alle emergenze sociali ma sono gli investimenti quelli che creano lavoro, occupazione, crescita del Pil, possibilità di distribuire stabilmente una ricchezza frutto della crescita economica e sociale”.

“Non ho una grande passione per le previsioni, chi le fa normalmente si assume grandi rischi e cerca di aggiustarle in corso d’opera. A me interessano soprattutto i risultati, più che l’attesa di quello che verrà perché quello che verrà che non dipende solo dal fato o dalla pandemia, che è una variabile indipendente, più dura e più ci sono problemi ma chiaramente dipende tutto dalla volontà e dalla capacità delle istituzioni e dei soggetti economici”.

“L’Italia è stata più duramente dalla pandemia, – ha affermato Patuelli – quando noi l’abbiamo subita a marzo in tanti altri paesi europei si diffondeva in misura minore. Quindi i provvedimenti di carattere economico e sociale varati in Italia, sia dalle istituzioni che dalle parti sociali, a cominciare dalla moratoria promossa dall’Abi a fine febbraio in accordo con tutte le confederazioni delle imprese e i sindacati, sono partiti innanzitutto in Italia”.

“Poi man mano che cresceva la diffusione della pandemia in altri paesi – ha precisato Patuelli – analoghe iniziative si mettevano in moto ma l’esplosione forte, pesante, della pandemia in altri paesi d’Europa è stato a fine estate e autunno, quindi da noi c’è stata la sperimentazione”.

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