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Caso Denise, la rivelazione ex pm: “Così fui bloccata durante l’inchiesta”

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Palermo, 6 mag. (Adnkronos) – “Quell’inchiesta era un terreno minato. Non si riusciva a fare niente. Ovunque mi girassi incontravo difficoltà. Come quando venni interrotta da un esponente delle forze dell’ordine, mentre stavo interrogando una persona che mi stava dando notizie molto interessanti, e distruggendo quella pista. Quella volta mi spaventai davvero. Purtroppo, era la mia ultima attività inquirente, perché all’indomani lasciai la Procura di Marsala per andare al Tribunale di Cagliari”. A rivelarlo, 16 anni dopo l’accaduto, in una intervista esclusiva all’Adnkronos, è Maria Angioni, la pm che per un periodo, dall’ottobre 2004 al luglio 2005, indagò sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, sparita nel nulla il primo settembre del 2004 da Mazara del Vallo. Oggi Maria Angioni fa la giudice del lavoro a Sassari, ma ricorda ancora tutte “le stranezze” accadute durante quella inchiesta, che dopo 17 anni brancola ancora nel buio. Ieri c’è stata una lunga ispezione nella palazzina di via Pirandello, 55, che per molti anni era stata abitata da Anna Corona, la ex moglie del padre biologico di Denise, Piero Pulizzi. E madre di Jessica Pulizzi, la ragazza che era stata processata per sequestro di persona e assolta nei tre gradi di giudizio. Piera Maggio, la madre di Denise, ha sempre puntato il dito su Anna Corona e i suoi familiari.

Maria Angioni, nell’intervista, racconta anche di altre “stranezze” accadute durante quel periodo, come il “cordone di protezione” che si sarebbe elevato attorno alla famiglia di Anna Corona. “Come quando scoprii – racconta – solo dopo mesi, che Claudio Corona, il fratello della donna, fu sentito ma quel verbale di Sit era striminzito. Non c’era nulla. Io rimasi basita”. Ma andiamo con ordine. Maria Angioni fu assegnata al fascicolo sulla scomparsa di Denise Pipitone, solo nell’ottobre del 2004, cioè un mese dopo la sparizione. All’epoca il Procuratore capo era Silvio Sciuto. “Il primo mese non ero assegnataria dell’inchiesta – ricorda la magistrata -poi a ottobre del 2004 sono diventata co-assegnataria con una delega limitata ad alcuni settori, come quello dell’esoterismo e della pedofilia. Perché si è cercato a tappeto. Abbiamo fatto ricerche sui pedofili, sugli esoterismi. Perché ricordo che Mazara del Vallo è una zona dove si fanno messe nere”.

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