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Camorra: i 3 no della Camera ai pm su Cosentino, così il centrodestra si spaccò/Adnkronos

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Roma, 29 set. (Adnkronos) – Per ben tre volte Nicola Cosentino, già sottosegretario all’Economia e coordinatore del Popolo della libertà in Campania, riuscì a passare indenne il giudizio della Camera sulle richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti presentate dai magistrati di Napoli. Vicende che coprono un lasso di tempo compreso tra la fine del 2009 e l’inizio del 2012 e che permettono anche una rilettura dell’evoluzione del quadro politico in generale e del centrodestra in particolare.

Sullo sfondo soprattutto i contrasti tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, che portarono all’uscita di quest’ultimo dal Pdl e alla nascita di Futuro e libertà; la fine della maggioranza di centrodestra a sostegno di Berlusconi e la nascita del governo Monti; le fibrillazioni all’interno della Lega, con le divergenze tra Umberto Bossi e Roberto Maroni e un ancora esordiente Matteo Salvini schierato sulla linea del sì alle richieste dei magistrati.

Un primo pronunciamento della Camera avviene il 10 dicembre del 2009, quando viene respinta una prima richiesta di autorizzazione all’arresto nei confronti di Cosentino. Compatta la maggioranza Pdl-Lega, che a scrutinio segreto dice no alla custodia cautelare con 360 voti rispetto ai 226 dell’opposizione. Lo stesso giorno vengono anche respinte le mozioni di sfiducia nei confronti di Cosentino che ricopre la carica di sottosegretario all’Economia.

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