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Camorra: i 3 no della Camera ai pm su Cosentino, così il centrodestra si spaccò/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Così la Giunta delle Autorizzazioni l’11 gennaio dice sì alla custodia cautelare con 11 favorevoli e dieci contrari. Per il sì anche la Lega, nonostante le perplessità personali di Luca Paolini, esponente del Carroccio nell’organismo parlamentare.

In vista del voto dell’Aula, da parte di Berlusconi inizia un pressing su Umberto Bossi più asfissiante di quello del Milan di Sacchi e a via Bellerio si vivono ore drammatiche. Divisi il senatur e Roberto Maroni, con quest’ultimo a favore dell’arresto, mentre Matteo Salvini non esita a dire che “la Lega ha tanti difetti ma non quello dell’incoerenza. Quando decidiamo di fare una cosa andiamo fino alla fine. Il voto di oggi sarà quello che daremo anche alla Camera”, vale a dire in Assemblea.

Ma in serata Bossi, lasciando la Camera, annuncia proprio all’Adnkronos che il giorno dopo lascerà libertà di coscienza, perché “nelle carte non c’è nulla”. Scelta confermata il giorno dopo nella riunione di Gruppo. E’ il 12 gennaio. In Aula, con 309 voti contro 298 favorevoli su 607 votanti, la Camera a scrutinio segreto respinge la richiesta di autorizzazione all’arresto. Subito Cosentino, come aveva annunciato, si dimette da coordinatore del Pdl in Campania, mentre il Carroccio deve far fronte ad una forte contestazione della base, in onda su Radio Padania. E Maroni si dichiara “amareggiato e un po’ deluso”.

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