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Basket: mercato Nba, Irving rimane a Dallas, torna anche Seth Curry e si punta Brooks

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Dallas, 1 lug. – (Adnkronos) – Dopo l’ottima notte del Draft nella quale si sono assicurati tre giocatori di rotazione come Richaun Holmes, Dereck Lively e Olivier-Maxence Prosper, i Dallas Mavericks hanno proseguito la loro estate con una prima notte di free agency decisamente movimentata. La notizia che tutti si aspettavano è la conferma di Kyrie Irving, che tornerà in Texas (dove è arrivato a stagione in corso disputando 20 partite) con un contratto di tre anni a 126 milioni di dollari complessivi. Un accordo che ha suscitato reazioni contrastanti: da una parte è stato sottolineato come i Mavs stessero facendo la corsa su loro stessi, visto che non è chiaro quale altra squadra potesse offrire un accordo del genere a Irving (solo Fred VanVleet su base annuale ne ha ricevuto uno superiore stanotte); dall’altra però Dallas, che non aveva modo di sostituirlo degnamente, non poteva permettersi di tirare troppo la corda con un carattere volatile come quello di Irving, ottenendo comunque un accordo più breve (3 anni contro i 5 che cercava Kyrie) e al di sotto del massimo salariale (che partiva da 47.6 milioni), con l’ex Brooklyn che guadagnerà 38.9 milioni nel primo dei suoi tre anni di contratto. Si tratta di una riduzione importante: grazie a quel piccolo sacrificio di Irving (che in cambio ha ottenuto una player option sul suo terzo anno di contratto) i Mavs avranno accesso alla Mid-Level Exception da 12.3 milioni di dollari con cui dare l’assalto a un altro giocatore di rotazione, riuscendo al contempo a rimanere al di sotto della soglia dell’hard cap.

Uno degli obiettivi con quel contratto è Dillon Brooks, con il quale c’è un interesse reciproco per trovare un accordo dopo che le squadre con spazio salariale sembrano averlo ignorato nella prima notte di free agency. Brooks rappresenterebbe un’aggiunta fantastica per una difesa che ha bisogno di fisicità al fianco di Irving e Luka Doncic, anche perché l’altra mossa di mercato non ha di certo portato in Texas un grande difensore. I Mavs hanno infatti firmato Seth Curry con un contratto di due anni a 9 milioni di dollari complessivi (la cosiddetta Bi-Annual Exception), riportandolo così in squadra per la terza volta nella sua carriera dopo la prima esperienza nel 2016-17 (nella quale si era affermato come giocatore di rotazione) e la seconda nel 2019-20 (poi scambiato e rimpianto con Josh Richardson a stagione in corso). Curry a quasi 33 anni è in declino dal punto di vista fisico, ma è di certo un tiratore sopraffino da poter sfruttare in uscita dalla panchina, e ha esperienza sia al fianco di Doncic che di Irving. Pur con un ruolo ridotto, può diventare lui il punto focale della second unit in attacco quando una delle due superstar va a sedersi, aggiungendo un’opzione alla squadra di coach Jason Kidd, che appare molto più attrezzata per competere rispetto al passato.