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Autonomia: Bersani-Errani, ‘si fermi la macchina, no a cittadinanza differenziata’

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Roma, 29 (Adnkronos) – “Si fermi la macchina” del disegno di legge sull’autonomia differenziata, perchè altrimenti il rischio è che “per inerzia” si facciano “scelte che poi paghiamo duramente”, arrivando a costruire un modello di “cittadinanza differenziata”. A chiederlo, in una conferenza stampa alla Camera, parlando da “autonomisti e regionalisti”, i parlamentari di Leu, già presidenti dell’Emilia Romagna, Pier Luigi Bersani e Vasco Errani, e Federico Conte.

Nel mirino, in particolare, un disegno di legge quadro nel quale “mancano le norme di principio che dicano in quale quadro si realizzano le previsioni costituzionali -spiega l’ex segretario del Pd- Si parla di autonomia differenziata concernente materie che sono in regime concorrente. Concernente che significa? Una legge di principio deve dirlo. Vuol dire che vuoi devolvere tutta la materia dell’istruzione, della sanità, dell’ambiente? Se è così abbiamo uno ‘Stato Arlecchino'” e questo “è allarmante”. Inoltre “non è assolutamente avvicinato il tema dei livelli essenziali di prestazione”.

Bersani contesta poi “la retorica che dice che l’autonomia differenziata, fin qui dichiarata sulla carta senza limiti, offrirebbe più efficienza e allestirebbe una nobile competizione tra Regioni. Ma chi gioca meglio lo si vede se si gioca con lo stesso pallone”.

“La legge quadro” in discussione “non è una legge quadro -insiste Errani- è un insieme di procedure, peraltro non accettabili, tipo il ruolo secondario, subalterno, del Parlamento. Stiamo ponendo un problema dell’assetto istituzionale del Paese”, sottolinea, elencando poi “i punti per noi irrinunciabili che possono e debbono essere risolti: il Parlamento deve definire i principi fondamentali” a partire dall’istruzione e dalla sanità. Quindi i lep, “la chiave per superare le due, barra, tre Italie”.

“Questi problemi -conclude- vanno risolti in un impianto che definisce la cittadinanza, sono un cittadino italiano e quindi ho quei diritti, che viva a Caltanissetta o che viva a Bolzano”.

“Non è un argomento di rivendicazione per il Mezzogiorno -puntualizza Conte- ma viene sviluppata come una questione di carattere nazionale, che riguarda la capacità di questo Paese di mantenere intatto il rapporto con i propri organi periferici. Qua, più che una norma sull’autonomia differenziata, ci stiamo occupando d una norma sulla cittadinanza differenziata, tra Nord e Sud, e tra centro e periferia al Nord, e soprattutto tra ricchi e poveri”.