Casa sostenibile: nasce Wikihouse, la prima casa open source

Ricordate la nascita del software libero e delle prime comunità informatiche? E’ quello che sta succedendo oggi nel campo dell’edilizia sostenibile
Una sorgente aperta, dall’informatica all’edilizia. Nel 1983 Richard Stallman, informatico statunitense, dava vita al progetto GNU (un sistema operativo sviluppato grazie a una grande comunità di programmatori) e al concetto di sharing (condivisione), alla base dell’odierno web 2.0 e di tutti i social network, Facebook, Twitter e il più giovane Pinterest.
Oggi, un gruppo di giovani architetti londinesi dello studio 00:/, specialisti in costruzioni eco e residenze collettive di coworking, hanno pensato di utilizzare lo stesso sistema di comunità estesa e di “libera circolazione di idee”, per la costruzione di una casa low cost, sostenibile e facilmente assemblabile.
Il suo nome è Wikihouse e, ancora in forma di progetto, è stata presentata al Salone del mobile di Milano 2012: attraverso la condivisione di disegni e di istruzioni, scaricabili direttamente sul sito dello studio, gli architetti puntano a creare una comunità mondiale e potenzialmente infinita di progettisti, che potranno, secondo il loro gusto e la loro fantasia, modificare, manipolare e perfezionare il modulo base dando vita ad una serie di modelli da montare.
Le regole sono poche e semplici. Bisogna immaginare che l’utente finale sia privo di qualsiasi capacità artigianale e che abbia a sua disposizione solo viti a farfalla, senza alcuno strumento speciale, nemmeno un trapano. Le indicazioni complete sono tutte presenti all’interno del file scaricabile gratuitamente, cliccando sulla scritta “Make this house”.
Grazie al sistema open source, ad oggi gli ideatori sono riusciti ad elaborare le strutture basilari, ma nei prossimi mesi, con l’aiuto di tutti, si potrà arrivare ad ottenere costruzioni di due piani, dotate di isolamento, efficienti, realizzate con materiali riciclabili, con servizi supertecnologici e tanti comfort.
Flavia Dondolini
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